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Cina: una seconda donna sarebbe rimasta incinta, bimbo geneticamente modificato

Cina: una seconda donna sarebbe rimasta incinta, bimbo geneticamente modificato

 Afp

He Jiankui

Articolo aggiornato alle ore 9,00 del 22 gennaio 2018.

Le autorità cinesi hanno confermato che una seconda donna è rimasta incinta durante l’esperimento volto a far nascere bimbi con Dna modificato. Lo rende nota la Xinhua, rilanciata dal Guardian, dopo l’annuncio shock dello scorso anno da parte del gruppo di ricerca del dottor He Jiankui, dell’università di Shenzen, sulla nascita a novembre di due gemelle (Lulu e Nana) geneticamente modificate affinché fossero immuni all’Hiv.

Sull’esperimento, dichiarato illegale dalle autorità di Pechino, sono in corso indagini. Durante un forum ad Hong Kong, He aveva annunciato un’altra “potenziale gravidanza” e secondo le autorità cinesi la donna è ancora incinta. Dalle indagini è emerso che tra marzo 2017 e novembre 2018, He Jiankui ha segretamente organizzato un team, anche con personale non cinese, per il progetto, reclutando 8 coppie di volontari, con maschi positivi all’Hiv e donne negative. Una coppia si sarebbe alla fine tirata indietro.

L’esperimento non è visto di buon occhio dalla comunità scientifica per i problemi di etica che pone mentre per le autorità cinesi He ha violato “gravemente le normative statali in materia” e sarà processato.

He ha studiato nell’università americana di Stanford ed era stato richiamato in patria nell’ambito di un piano volto ad invertire la fuga di cervelli. Dopo l’annuncio di He, gli scienziati hanno reclamato un trattato internazionale sulla modifica del Dna umano. E l’università presso cui si trovava in congedo non pagato dal febbraio scorso, la Southern University of Science and Technology di Shenzhen, nel sud-est della Cina, dopo i risultati delle indagini nei suoi confronti, ha annunciato di averlo licenziato. 

Lo scienziato vive a Shenzhen sotto sorveglianza. Durante la sua ultima apparizione pubblica, a novembre scorso, a un congresso di genetica a Hong Kong, durante il quale aveva parlato del suo progetto, He si era detto “fiero” del suo lavoro, che gli ha invece attirato la condanna della comunità scientifica cinese e del governo stesso.

In base alle indagini condotte dalle autorità provinciali del Guangdong, nel sud-est della Cina, He ha violato le leggi e i regolamenti etici. Il mese scorso, il Ministero dell’Educazione cinese ha ordinato standard piu’ rigidi per le strutture che conducono esperimenti di alterazione genetica.

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