
(ANSA) – LONDRA, 04 DIC – Il Regno Unito ha annunciato un
nuovo ambizioso traguardo nella lotta contro i gas ad effetto
serra: entro il 2030 il governo di Boris Johnson ha promesso la
riduzione almeno del 68% delle emissioni di carbonio rispetto ai
livelli registrati nel 1990. L’obiettivo, formalizzato oggi dal
primo ministro Tory in vista di un imminente summit mondiale sul
clima, che si svolgerà in formato virtuale il 12 dicembre,
rilancia le politiche ambientali dell’isola, primo Paese tra le
principali economie del mondo ad assumersi un simile impegno,
sia in termini di quantità che di velocità.
“Abbiamo dimostrato di poter ridurre le nostre emissioni e di
creare centinaia di migliaia di posti di lavoro nella fase di
transizione – le parole di Johnson -. Vogliamo unire il mondo
del lavoro e della ricerca con le comunità locali per combattere
il cambiamento climatico meglio e più velocemente”.
Nella comunità scientifica si sono levate voci di consenso,
ma anche inviti a compiere scelte strategiche immediate. “Il
traguardo di Johnson è ambizioso – il commento alla Bbc di sir
Brian Hoskins, professore di climatologia all’Imperial College
-, ma dobbiamo agire subito, perché siamo indietro anche
rispetto al precedente obiettivo fissato” che si fermava ad una
riduzione fino del 53% delle emissioni. La svolta in ogni modo
si unisce al programma pluridecennale d’investimenti miliardari
per un’economia più verde annunciato giorni fa da Johnson nel
quadro d’una cosiddetta “Green Revolution”: programma che
comprende fra l’altro l’impegno – inedito a livello globale – a
bandire fin dal 2030 nel Regno la vendita di qualunque vettura
nuova a benzina o diesel. (ANSA).
Fonte Ansa.it
