
(ANSA) – ROMA, 11 OTT – Un regime alla disperata ricerca di
soldi con ogni mezzo possibile, dalla produzione di droga alla
vendita di armi, e dotato di una vasta rete di spionaggio e di
un esercito di hacker in grado di raggiungere qualsiasi sistema
informatico a livello mondiale: un disertore di alto profilo –
Kim Kuk-song – descrive così la Corea del Nord nel corso di
un’intervista esclusiva alla Bbc.
Kim ha lavorato per 30 anni nelle agenzie di spionaggio
nordcoreane fino a diventarne uno dei massimi funzionari e dal
2014 – anno in cui scappò in Corea del Sud con la sua famiglia –
è al servizio dell’intelligence sudcoreana. Le agenzie di
spionaggio di Pyongyang, dice, erano “gli occhi, le orecchie e
le menti del Leader Supremo”, l’attuale dittatore Kim Jong-un e
prima di lui suo padre Kim Jong-il.
Durante la sua carriera Kim sostiene di avere custodito i
segreti di entrambi i leader, di avere inviato assassini per
uccidere i loro critici e perfino di avere organizzato la
costruzione di laboratori della droga per contribuire alla
raccolta di fondi “rivoluzionari”.
E’ la prima volta, sottolinea la Bbc, che un ex ufficiale
militare del Nord di questo livello concede un’intervista ad un
grande network tv. L’emittente precisa comunque di non poter
verificare in modo indipendente le affermazioni di Kim Kuk-song.
Kim Jong-un era un giovane desideroso di apparire al mondo
come un “guerriero”, ricorda Kim. La Corea del Nord costituì una
nuova agenzia di spionaggio – denominata Reconnaissance General
Bureau – nel 2009, proprio mentre Kim Jong-un veniva preparato
alla successione al ‘trono’ dopo l’ictus che aveva avuto suo
padre. Il responsabile di quell’agenzia era Kim Yong-chol, è
tuttora uno degli assistenti più fidati del leader nordcoreano.
Nel maggio del 2009, ricorda ancora Kim, un ordine arrivò
dalla catena di comando per formare una “task force del terrore”
per uccidere un ex funzionario nordcoreano che aveva disertato
nel Sud. Secondo notizie raccolte da precedenti disertori, la
Corea del Nord ha creato un esercito di 6.000 hacker: Kim
Kuk-song sostiene che il precedente leader Kim Jong-il ordinò
l’addestramento di nuovo personale negli anni Ottanta “per
prepararsi alla guerra cibernetica”. (ANSA).
Fonte Ansa.it
