
(ANSA) – ROMA, 19 NOV – Il numero dei reinsediamenti di
rifugiati realizzati nel 2020 sarà tra i più bassi mai
registrati, anche, ma non solo, a causa della pandemia: lo
segnala l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati Unhcr.
“In primo luogo – afferma l’Agenzia in una nota – siamo
partiti con un obiettivo prestabilito già basso, di meno di
50.000 posti per il reinsediamento per l’intero anno. Tale
disponibilità, inoltre, ha risentito ulteriormente dell’impatto
del Covid-19, che ha portato a ritardare le partenze previste e
a sospendere i programmi di reinsediamento di alcuni Stati”, ha
dichiarato l’Assistente Alto Commissario Unhcr per la Protezione
dei rifugiati, Gillian Triggs.
Secondo gli ultimi dati in possesso dell’Unhcr, tra gennaio e
la fine di settembre di quest’anno sono stati reinsediati solo
15.425 rifugiati rispetto ai 50.086 registrati nell’arco dello
stesso periodo nel 2019.
“L’Unhcr – conclude l’Agenzia – esorta gli Stati a
reinsediare il più elevato numero possibile di rifugiati nel
2020, affinché non si perda tale opportunità, e a mantenere le
quote di reinsediamento per il 2021”. E raccomanda di “ampliare
i canali sicuri e regolari” per dare protezione a chi ne ha
bisogno, “mitigandone inoltre il bisogno di ricorrere a viaggi
pericolosi via terra o via mare”.
“L’impatto del Covid-19 ha portato a sospendere le
evacuazioni salvavita di rifugiati dalla Libia il 12 marzo –
informa l’Unhcr -, e solo dal 15 ottobre è stato possibile
riprendere i voli. Circa 280 rifugiati precedentemente
trasferiti nelle strutture di transito di emergenza in Niger e
in Ruanda sono attualmente in attesa di partire per i propri
Paesi di reinsediamento, mentre altre 354 persone attendono le
decisioni dei Paesi presso cui potrebbero essere reinsediati”.
(ANSA).
Fonte Ansa.it











