
(ANSA) – PARIGI, 20 MAR – Una donna ha presentato un ricorso
contro la Francia davanti alla Corte europea per i diritti umani
per “ingerenza nella vita privata” e “violazione dell’integrità
fisica”, dopo che la giustizia francese le ha “imposto” il “dovere coniugale”: lo hanno reso noto due associazioni che la
assistono e la sostengono nella sua battaglia legale e civile.
La corte d’appello di Versailles (Parigi) aveva sanzionato la
donna nel 2019 in quanto si rifiutava di avere rapporti sessuali
con il marito. I giudici hanno pronunciato un divorzio per colpa
a carico esclusivo della donna, soprattutto per tale motivo,
ritenendo che i fatti, “confermati dall’ammissione della moglie,
costituiscono una violazione grave e ripetuta dei doveri e
obblighi del matrimonio, che rendono intollerabile continuare la
vita in comune”.
La decisione della corte d’appello è stata poi confermata
dalla Cassazione.
Le due associazioni che assistono la donna, la Fondazione delle
donne e il Collettivo femminista contro lo stupro, condannano il
fatto che la giustizia francese “continui ad imporre il dovere
coniugale”, “negando così il diritto delle donne di essere
consenzienti o meno nei rapporto sessuali”. Le due associazioni
ricordano che “nel 47% dei 94.000 stupri e tentativi di violenza
sessuale registrati ogni anno, l’aggressore è il coniuge o l’ex
coniuge della vittima”. “Il matrimonio – concludono le due
associazioni che chiedono la condanna della Francia – non è e
non deve essere una servitù sessuale”. (ANSA).
Fonte Ansa.it












