
(ANSA) – ROMA, 11 AGO – In un nuovo rapporto pubblicato oggi,
Amnesty International ha denunciato stupri e altre forme di
violenza sessuale contro le donne e le ragazze del Tigray da
parte di forze alleate al governo dell’Etiopia.
I resoconti forniti dalle sopravvissute sono agghiaccianti:
stupri di gruppo all’interno di basi militari protrattisi per
giorni se non per settimane; inserimenti nella vagina di chiodi,
ghiaia, oggetti metallici e di plastica che hanno causato danni
in alcuni casi irreversibili.
A essere chiamate in causa – si legge nel comunicato – sono
le Forze nazionali di difesa dell’Etiopia, le Forze di difesa
dell’Eritrea, la Forza speciale della polizia regionale
dell’Amhara e una milizia di etnia ahmara denominata Fano.
“Lo stupro e altre forme di violenza sessuale sono stati
usati come armi di guerra per infliggere danni fisici e
psicologici alle donne e alle ragazze del Tigray”, afferma Agnés
Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
“Centinaia di loro sono state sottoposte a trattamenti brutali
allo scopo di degradarle e privarle della loro umanità. La
gravità e la dimensione di questi reati sessuali sono
spaventose, al punto da costituire crimini di guerra e forse
anche crimini contro l’umanità. Chiediamo al governo
dell’Etiopia di consentire l’ingresso nel Tigray alla
Commissione d’inchiesta della Commissione africana per i diritti
umani e dei popoli e sollecitiamo il segretario generale delle
Nazioni Unite a inviare nella regione il Team di esperti sulla
violenza sessuale nei conflitti”,.
Sulla base delle testimonianze di 63 sopravvissute alla
violenza sessuale e di quelle di operatori sanitari e umanitari,
raccolte tra marzo e giugno 2021, Amnesty è giunta alla
conclusione che l’obiettivo dei perpetratori era di terrorizzare
e umiliare le vittime e il gruppo etnico di appartenenza.
(ANSA).
Fonte Ansa.it











