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I democratici americani hanno proposto di raddoppiare il salario minimo 

salario minimo usa 

 (Afp) 

L’obiettivo è ambizioso e, anche se probabilmente non supererà lo scoglio del Senato statunitense, ha un significato importante a livello politico. I Democratici hanno presentato la proposta di legge che prevede di raddoppiare la paga minima oraria dei lavoratori americani, in maniera progressiva da oggi al 2024, fino ai 15 dollari l’ora.

Oggi la soglia è fissata a 7,25 dollari, una cifra che non viene ritoccata verso l’alto dal 2009: dieci anni fa la crisi economica era appena cominciata e oltretutto, come riportato dall’Economic Policy Institute, la stessa cifra valeva il 10% in più di oggi in termini di potere d’acquisto.
 

Una proposta che toccherebbe 40 milioni di persone

“Un salario minimo di 15 dollari ribadisce il principio di equità nel nostro Paese – ha spiegato la speaker della Camera Nancy Pelosi, una delle firmatarie della proposta – Il duro lavoro merita un salario dignitoso”. Secondo lei, l’economia statunitense “funziona meglio quando funziona per tutti e non solo per i pochi ricchi e privilegiati”. Nel testo, spiega Cnbc, c’è anche l’abolizione delle norme che attualmente consentono, in determinati casi, di pagare i lavoratori minori di 20 anni una soglia inferiore a quella stabilita per legge.

Le nuove misure contenute nella proposta, che è stata firmata da 181 esponenti del partito Democratico, si applicherebbero a circa un terzo della forza lavoro a stelle e strisce. Tradotto, poco più di “40 milioni di lavoratori statunitensi”, ha spiegato il senatore dem del Vermont – ed ex sfidante di Hillary Clinton nel 2016 – Bernie Sanders.

Una legge quasi impossibile, ma dal forte valore politico

Se anche la riforma venisse approvata dalla Camera, oggi a maggioranza democratica, dovrebbe poi passare per il Senato repubblicano e poi venir firmata dal presidente Trump. Due ostacoli che rendono quasi impossibile l’entrata in vigore della norma. Eppure la proposta ha un senso ed è quello politico: sarà uno dei cavalli di battaglia del partito dell’asinello in vista delle elezioni a presidente degli Stati Uniti nell’autunno del 2020.

Mancano ancora quasi due anni, certo, ma in casa dem si è già cominciato a pensare al voto. Il salario minimo più alto, come “la parità di retribuzione per le donne e una politica di congedi familiari e medici” più favorevoli, secondo Cnbc giocherà probabilmente un ruolo chiave. Ma c’è dell’altro: la proposta arriva nel corso dello shutdown più lungo della storia statunitense, innanzitutto. Ma anche in un momento storico in cui le rivendicazioni per salari più alti, da quel lato dell’Atlantico, hanno portato a risultati concreti.

C’era una volta la rivolta nei fast-food

Negli Stati Uniti c’è infatti un vero e proprio movimento popolare che reclama il salario minimo di 15 dollari l’ora: si chiama, eloquentemente, Fight for 15 ed è nato tra i lavoratori dei fast-food, nel 2012.

La lotta di questi impiegati ha avuto successo, al punto che 29 Stati americani e Washington hanno nel tempo adottato salari più alti dei 7,5 dollari previsti dalla legge. Ultima città a deliberare in tal senso, in ordine di tempo, è stata New York: da quest’anno le aziende con più di dieci impiegati devono offrire un salario di minimo 15 dollari l’ora.

“Ricordo chi diceva che era impossibile. Oggi è realtà grazie all’impegno delle persone che ci hanno creduto”, le parole di soddisfazione del sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio.

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