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I leader delle due Coree: “La guerra è finita”

Lo storico annuncio è stato dato nel pomeriggio di oggi. Si negozia la fine della minaccia nucleare. Kim ha scritto sul libro dei visitatori: «Ora comincia una nuova storia». Il mondo spera che sia vero. Trump, atteso qui a giugno, applaude

Panmunjeom (Corea) – Quattro passi nella pace. Letteralmente. Perché i leader delle due Coree, per la prima volta, oggi hanno messo piede ciascuno nel Paese dell’altro: il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha fatto appunto pochi passi nel territorio della Corea del Sud, e il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha fatto lo stesso nel territorio della Corea del nord.  Dopo la  stretta di mano, i bambini hanno donato fiori, i due leader hanno stretto le mani alle rispettive delegazioni ed è iniziata la trattativa vera per la denuclearizzazione e la pacificazione della penisola coreana nella Peace House di Panmunjeom, il villaggio che si trova sulla linea di confine, nella striscia demilitarizzata fra le due Coree. (Riguardo al come si è arrivati allo storico incontro di oggi si veda questo articolo di anticipazione pubblicato su CorriereQuotidiano.it il 23 aprile). I due leader oggi hanno anche piantato insieme un pino sul confine dei due Paesi . Che si nutrirà dell’acqua e della terra del sud e del nord.  Durante i colloqui Kim ha scritto sul libro degli ospiti della Peace House «Ora inizia una nuova storia». Sembrano solo gesti simbolici. Ma i simboli – come i piccoli passi – sono importanti in politica

La dichiarazione storica. Nel pomeriggio di oggi, dopo ore di colloqui, mentre il mondo stava col fiato sospeso  – perché l’arsenale nucleare nordcoreano si è rivelato capace di colpire ovunque, Occidente compreso – è arrivato l’annuncio storico fatto dai due leader: «La guerra è finita». Una fine lungamente attesa: dal 1953.
 Nel 1953 infatti terminò la guerra di Corea, che si era svolta nel quadro della Guerra Fredda fra mondo capitalista e mondo comunista; a Panmunjeom fu firmata la tregua ma non fu mai firmato un trattato di pace. Poi, il mondo ha assistito alla progressiva crescita della potenza nucleare della Corea del Nord, sostenuta dalla Cina, e rifornita segretamente di tecnologia militare e nucleare dal Pakistan; il riarmo nordcoreano ha portato a una escalation della tensione internazionale fra Corea del Nord da una parte e, dall’altra, Corea del Sud, Giappone (sorvolato per tre volte dai missili nordcoreani) e Usa. Ma ben quattro presidenti americani si erano succeduti senza riuscire a “disinnescare” la minaccia nucleare nordcoreana. Un traguardo che ora sembra  a portata di mano di Donald Trump, atteso qui a giugno.

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