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Il DNA dello squalo bianco potrebbe aiutarci nella lotta ai tumori. Uno studio

Il DNA dello squalo bianco potrebbe aiutarci nella lotta ai tumori. Uno studio

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Squalo bianco

Il grande squalo bianco è un predatore del mare che può arrivare a due tonnellate di peso, con denti affilati come rasoi, è uno degli abitati più antichi della Terra e può vivere fino a 75 anni. Non tutti sanno però che ha anche un genoma speciale in grado anche di difenderlo dal cancro e che la sua evoluzione lo ha portato ad avere una capacità rapidissima di guarigione delle ferite. È quanto è emerso dalla prima mappatura del genoma di questa specie antichissima (la sua comparsa risalirebbe a 400 milioni di anni fa): un genoma di dimensioni notevoli (una volta e mezza quello umano).

Della mappatura si è occupato in particolare Michael Stanhope, biologo evoluzionista presso la Cornell University, che ha co-diretto il progetto con Mahmood Shivji, biologo presso l’Istituto di ricerca Guy Harvey della Nova Southeastern University. I risultati delle ricerca stati pubblicati nell’ultimo numero della rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (organo ufficiale della United States National Academy of Sciences).

Scudo anticancro

Dallo studio è emerso come il grande genoma di cui è dotato il grande squalo bianco sia centrale nelle dinamiche di questa specie. La nuova mappa di Stanhope e Shivji ha rivelato che i questi predatori possiedono geni in grado di riparare il DNA, stabilizzando il genoma e sopprimendo il tumore. Il punto di partenza è questo: gli squali si sono evoluti moltissimo tempo fa e sono così diversi dagli esseri umani  da avere difese anti cancro sconosciute alla nostra specie.

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Gli scienziati hanno in programma di testare queste evidenze in laboratorio. In che modo? Misurando la capacità protettiva del DNA degli squali su cavie precedentemente esposte a cancerogeni. Secondo Stanhope comprendere come questi geni siano in grado di difendere gli animali dal cancro potrebbe tradursi in un grande vantaggio per gli esseri umani. Ma ci vorranno anni di lavoro per tradurre queste scoperte in potenziali farmaci antitumorali. 

La guarigione delle ferite

La nuova mappa del genoma ha rivelato anche che una porzione significativa del loro DNA è dedicata alla guarigione delle ferite. Secondo gli studiosi questo è frutto di milioni di anni di evoluzione nelle pericolose acque degli oceani. Nel frattempo, va sottolineato, mangiare carne di squalo non conferirà nessun super potere. E’ una falsa credenza che ogni anno ha come conseguenza l’uccisione di 100 milioni di squali che vengono lasciati morire dopo aver tagliato loro le pinne.

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