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Il muro? Iniziò a cadere nel 1979

 

Quando cadde il Muro, lui c’era. Storico inviato speciale del Sabato e di Avvenire, Luigi Geninazzi ha vissuto e studiato, oltre che raccontato, le rivoluzioni dell’Europa centrale e dell’est.

Il 9 novembre 1989, lei dov’era?
La sera stavo partendo per Mosca. Verso le nove, le dieci cominciavano ad arrivare le prime notizie di gente che premeva ai varchi del Muro. Tant’è che, ancora adesso, a livello storico non sappiamo per la prima volta dove e quando si è aperto il varco. Arrivavano le prime notizie dalle Agenzie: qualcosa stava accadendo, bisognava capire. Dal giornale mi mandarono a Berlino. Arrivai la mattina dopo, molto presto e mi sono fermato alcuni giorni.

Cosa ricorda?
Ricordo il senso di un’esperienza. È stata una delle esperienze più belle della mia vita, non solo a livello professionale. È stata una festa, è stato uno spettacolo nel senso più nobile del termine. Mi sono trovato a Berlino in mezzo a decine, centinaia di migliaia di persone che uscivano in auto e a piedi. Avevano un’aria stupita, piena di curiosità per un mondo nuovo che avevano sognato. Un mondo che era lì a portata di mano, ma che per una vita intera non avevano potuto né toccare, né vedere. Un altro spettacolo fu l’accoglienza. Ricordo molto bene cosa accadeva ai varchi: alle donne venivano offerti dei fiori, agli uomini lattine di birra.

Un senso di vera apertura, quindi?
La cosa che più mi colpì furono gli abbracci. Le persone si abbracciavano, come se si ritrovassero dopo decenni. Erano abbracci fra sconosciuti. Ma, in fondo, erano abbracci tra fratelli. È stato un momento di grande festa.

Nessun freddezza, quindi, né rabbia…
Tutt’altro. Un giornale titolò “Il caos più meraviglioso”. La città era paralizzata dalle Trabant. Per tornare in albergo dovetti farmi largo a piedi. Il metrò e le strade erano intasate. Furono giorni di entuasiasmo incredibile.

Lei ha vissuto in tanti Paesi del blocco comunista. Qualcosa era nell’aria, o fu un fulmine a ciel sereno?
Oggi tutti gli anniversari si fanno per il crollo del Muro. Fu il momento più iconico e simbolico, l’apice. Ma il Muro ha cominciato a sgretolarsi molto tempo prima.

 

 

 

 

 

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