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Il progetto Transeuropa Caravans, in viaggio per una nuova Ue

In viaggio attraverso cinque differenti aree europee in altrettante carovane con l’obiettivo di «connettere lotte» e «costruire alternative»: alla base del progetto Transeuropa Caravans ci sono le idee di campagna sociale e politica transnazionale portate avanti dalla società civile in difesa di diritti, libertà di movimento e partecipazione politica.

L’obiettivo dei diversi viaggi è mettere in connessione fra loro diverse battaglie locali e dare loro visibilità internazionale. Racconta a Lettera43.it Marta Cillero Manzano, che del progetto promosso da European Alternatives in collaborazione con Krytyka Polityczna e la fondazione Ecit è responsabile della comunicazione: «L’idea fondamentale è che la partecipazione politica non inizi e finisca nelle urne, ma avvenga ogni giorno, nei nostri quartieri, nei nostri luoghi di lavoro, nei nostri luoghi di aggregazione culturale e nelle strade». E Transeuropa Caravans è nata proprio per raggiungere le diverse comunità europee e ricordare loro l’urgenza di agire e di essere coinvolti nelle realtà sociali che le circondano.

I cinque percorsi del progetto promosso da European Alternatives sono stati individuati selezionando le aree più “strategiche”, e ciascuna carovana ha portato con sé un tema specifico. La carovana centro-orientale (Germania, Austria, Ungheria) quello della contrazione degli spazi di partecipazione civica: «Ci si sposta per incontrare i movimenti e i cittadini che si stanno organizzando per resistere e affrontare l’aumento di pericolose tendenze» illiberali. La carovana occidentale (Francia, Spagna, Portogallo) ha al centro il tema della “città della solidarietà”: si viaggia per incontrare i rappresentanti delle città europee e le iniziative dei cittadini con l’obiettivo di promuovere lo scambio delle migliori pratiche tra governi e attivisti. «Le città», è il commento di Maria Laura Mitra, coordinatrice logistica, «rappresentano un teatro di resistenza e innovazione, spesso in termini di aperture spontanee: il luogo dove scoppiano le proteste sociali e si sviluppa la cooperazione reciproca, dove nascono mobilitazioni di strada e processi di creazione culturale e di innovazione produttiva».

DA VISEGRAD AL MEDITERRANEO, FINO ALL’EVENTO FINALE

La carovana Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia), che insieme alla carovana Baltico ha appena finito il suo percorso, ha avuto come tema “teatro e cultura”. Le tappe sono state i piccoli paesi, con l’obiettivo di capire se gli abitanti fossero o meno a conoscenza delle imminenti elezioni del Parlamento europeo, se le considerassero rilevanti e cosa ne pensassero della relazione tra le elezioni e la loro situazione di cittadini Ue. I partecipanti al Caravan hanno cercato risposte usando strumenti di community art, attività performative e tecniche teatrali. La carovana Baltico (Svezia, Finlandia, Estonia), invece, ha avuto come tema il “cambiamento climatico”, con l’obiettivo di esplorare i percorsi per creare un’integrazione europea sostenibile, tentando di dare spazio ad azioni concrete. A ottobre sarà il turno della carovana Mediterranea, che viaggerà in Croazia, Slovenia e Italia, affrontando il tema delle migrazioni e dei confini. «Il team», fa notare Marta, «cercherà di promuovere conversazioni significative, in collaborazione con le iniziative locali, per allontanare i nostri tessuti sociali dalla polarizzazione e radicalizzazione voluta dalla narrativa politica ufficiale che alimenta la rabbia sociale contro i migranti». Tutti i partecipanti di Transeuropa Caravans si incontreranno alla fine per un grande evento al Transeuropa Festival, che si terrà a Palermo dal 7 al 10 novembre in collaborazione con il Comune.

Nel decidere le rotte da seguire, spiega Marta, «volevamo coprire il massimo numero possibile di regioni con il tempo disponibile. Per questo, prima di partire e organizzare le tappe, abbiamo fatto una mappatura di iniziative locali che lavorano dal basso e si stanno organizzando per portare un cambiamento sociale e politico nelle proprie comunità. Dopodiché, ci siamo messe in contatto con loro per sondare le disponibilità ad organizzare delle attività e training insieme». Tutti i temi sono stati scelti per la loro stretta attualità e perché, precisa Marta, «li riteniamo fondamentali per ripensare l’Europa e fare partire una proposta politica e sociale, realista, ambiziosa, e basata su valori progressisti». «Volevamo avere temi in cui tutti i progressisti potessero essere d’accordo», le fa eco Maria Laura Mitra, coordinatrice logistica. Argomenti da cui ripartire «per tutti coloro che pensano che neofascismo, razzismo, sessismo e xenofobia siano una seria minaccia per le nostre democrazie. Combattere le politiche e discorsi razzisti e discriminatori, sia nelle strade che nei parlamenti, deve diventare una priorità; e questi temi sono approcci diversi a un fronte comune».

IL «PRIVILEGIO» DI ESSERE EUROPEI

Una delle partecipanti alle carovane, Emma Esini, non ha dubbi sulla efficacia dell’iniziativa: «Penso che un furgone che viaggia per incontrare attivisti di tutta Europa rispecchi gli obiettivi che cerco di pormi nella mia vita privata e professionale, ossia promuovere la libertà di movimento e connettere persone diverse tra loro, che hanno però il potenziale per creare un sentiero alternativo e più solidale verso cui indirizzare la nostra Europa». Cosa sia l’Europa per una giovane come Emma è presto detto: «L’Europa è la mia casa. Credo che l’idea di costruire una comunità unita nella diversità, che rispetti e promuova i diritti umani, sia unica». La sua speranza per l’Europa di domani è contenuta in poche ma chiare parole: «Essere europei è un grande privilegio, non dobbiamo dimenticarlo mai. Vorrei vivere in un’Europa più solidale, che non lasci nessuno indietro e che prenda delle misure drastiche contro le nazioni che non rispettano i diritti umani, facendone una priorità rispetto agli accordi commerciali ed economici».

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