Isole Faroe pronte a rivedere caccia ai delfini dopo le proteste

(ANSA) – COPENAGHEN, 16 SET – Le Isole Faroe sono pronte a
riconsiderare la pratica della caccia ai delfini dopo l’ondata
di proteste a causa del recente massacro di oltre 1.400
mammiferi in un solo giorno. “Il governo ha deciso di avviare
una valutazione dei regolamenti sulla cattura dei delfini
atlantici”, ha dichiarato in una nota il primo ministro
dell’arcipelago del nord dell’Atlantico, Bardur a Steig Nielsen.
    “Anche se queste cacce sono considerate sostenibili, esamineremo
da vicino le cacce ai delfini e quale ruolo dovrebbero svolgere
nella società faroese”.
    Tradizionalmente, le Isole Faroe cacciano i mammiferi di mare
in una pratica nota come “grindadrap”, per cui i cacciatori
prima circondano le balene con un ampio semicerchio di barche da
pesca e poi le guidano in una baia per ucciderle. Normalmente,
circa 600 esemplari vengono cacciati ogni anno in questo modo.
    Ma le foto che mostrano più di 1.420 delfini bianchi in un
fiordo vicino a Skala, domenica scorsa, hanno suscitato
indignazione sui social media.
    “È stato a lungo riconosciuto a livello internazionale che la
caccia ai globicefali nelle Isole Faroe è sostenibile e che il
numero di globicefali nell’Atlantico nordorientale è
abbondante”, ha affermato il governo. Rilevando tuttavia che
quanto accaduto lo scorso 12 settembre è stato “eccezionale” in
termini di numeri. Sea Shepherd, ente di beneficenza che si
batte contro la caccia di balene e delfini, ha descritto il “grind” come barbaro: “Se abbiamo imparato qualcosa da questa
pandemia è che dobbiamo vivere in armonia con la natura invece
di spazzarla via”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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