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La Fed tiene fermi i tassi ma apre a un prossimo taglio

ServizioLa Riunione di giugno

di Riccardo Sorrentino

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19 giugno 2019


Riparte lavoro Usa. Trump,Fed tagli tassi,saremmo razzo

3′ di lettura

La Federal Reserve ha tenuto fermi i tassi al 2,25-2,5%, ma l’orientamento di politica monetaria è stata leggermente modificato: le «incertezze sulle prospettive sono aumentate», dice il comunicato, mentre è saltata la parte in cui la Fed appariva «paziente» nel determinare i futuri aggiustamenti ai tassi. Da ora in poi, semplicemente, la banca centrale Usa «agirà come appropriato, per sostenere un’espansione con un forte mercato

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del lavoro e un’inflazione vicina all’obiettivo simmetrico del 2%».

La Fed prepara un taglio dei tassi
Anche l’analisi della situazione economica mostra due novità: gli indicatori relativi agli «investimenti fissi sono stati deboli», spiega la Fed, mentre le aspettative di inflazione di mercato «sono calate». Sono due elementi che, alla luce del mandato ufficiale della Fed, lasciano presagire un taglio dei tassi.

Decisione non unanime
Una riduzione del costo del credito è stata sicuramente discussa, nel corso di questa riunione. La decisione di tenere i tassi fermi non è stata infatti unanime: uno dei governatori, James Bullard, storico presidente della Federal reserve di St. Louis, avrebbe preferito un taglio immediato di 0,25 punti base al 2-2,25%.

Inflazione in calo
Anche le proiezioni macroeconomiche disegnano un quadro leggermente nuovo, sia pure soltanto per quest’anno. Il pil dovrebbe continuare a crescere rapidamente: è stato confermato il 2,1% previsto per quest’anno mentre l’1,9% indicato a marzo per il 2020, è stato “corretto” al rialzo, al 2%. È l’inflazione a essere più debole: 1,5% quest’anno, contro l’1,8% indicato a marzo, e 1,9% l’anno prossimo, in calo dal precedente 2%. Anche l’indice core è stato rivisto al ribasso: 1,8% per quest’anno, 1,9% nel 2020, 2% nel 2021. A marzo le previsioni indicavano un 2% per i tre anni.

Una Fed più colomba
Non è una situazione, quella descritta dalle proiezioni che richiedano però un brusco cambiamento di rotta rispetto a marzo. Eppure le intenzioni dei governatori sui tassi, espresse dai “dots”, sono radicalmente cambiate. Per quest’anno, si punta ora – in mediana – a mantenere i tassi al livello attuale, anche se almeno otto governatori, su 17, ora prevedono almeno un taglio prima di fine anno, e sette ne immaginano due.

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