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La Guardia Costiera libica dice di non avere i mezzi per il soccorso ai migranti

La Guardia Costiera libica dice di non avere i mezzi per il soccorso ai migranti

 (Afp)

 Migranti

La Guardia costiera libica “non ha ancora i mezzi sufficienti per poter effettuare operazioni di soccorso in ogni situazione”. Si difende così il portavoce della Guardia costiera di Tripoli, l’ammiraglio Ayoub Qassem, che spiega all’Agi cosa è andato storto negli ultimi tre giorni che hanno visto annegare nel Mediterraneo oltre 117 persone. “Abbiamo compiuto il nostro dovere con professionalità, inviando sul luogo della segnalazione una motovedetta appena scattato l’allarme, ma il nostro mezzo ha avuto un’avaria ed è dovuto rientrare. Era troppo distante, le autorità italiane sono a conoscenza delle nostre possibilità”.

L’ammiraglio Qassem, che elogia “l’intervento umanitario dell’Italia”, chiede “maggiori aiuti da parte dell’Ue e del governo di Tripoli” per poter essere in grado di operare in mare. “Servono imbarcazioni veloci, quelle che abbiamo ora sono vetuste, hanno bisogno di continua manutenzione”. A questo si aggiunge la “carenza di carburanti e di rifornimenti”.

Con altri mezzi probabilmente sarebbe stato evitato il naufragio di venerdì scorso costato la vita – secondo la testimonia dei superstiti – a 117 persone. A Qassem, però, risultano una cinquantina. “Venerdì verso mezzogiorno abbiamo ricevuto la richiesta di soccorso per un gommone in difficoltà con cinquanta persone a bordo a 65 miglia a nordest di Tripoli. Abbiamo subito inviato la motovedetta Qaminis che però dopo due ore e mezza di navigazione ha avuto un’avaria”.

La macchina dei soccorsi è andata quindi in tilt. “Abbiamo chiesto l’assistenza del cargo Cordula Jacob che, arrivato sul posto, non ha trovato tracce di dispersi”. Gli unici tre strappati alla morte sono stati quelli recuperati dalla Marina italiana. “Siamo in costante contatto con il coordinamento dei soccorsi italiano e il nostro personale è addestrato, c’è una forte collaborazione tra le parti, quello che serve sono i mezzi”, ci tiene a sottolineare Qassem ricordando “le migliaia di persone soccorse dai libici nel Mediterraneo da quando ha ripreso a operare la guardia libica”. Tra questi, ci sono quelli che recuperati tra sabato e domenica

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