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La guerra di Facebook contro i nazionalisti e i separatisti bianchi

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Facebook ha messo al bando qualunque forma di sostegno al separatismo e al nazionalismo bianco sul social e su Instagram. “Le nostre politiche hanno da tempo proibito il gli atteggiamenti fomentatori di odio in base a razza, etnia o religione – e questo ha sempre incluso il suprematismo bianco” si legge in un post pubblicato da Facebook, “Inizialmente non abbiamo applicato la stessa logica alle espressioni del nazionalismo e del separatismo bianchi perché li pensavamo legati a concetti più ampi di nazionalismo e separatismo – cose come l’orgoglio americano e il separatismo basco, che sono una parte importante dell’identità dei popoli”.

“Ma negli ultimi tre mesi il confronto con membri della società civile e accademici esperti in relazioni razziali in tutto il mondo hanno confermato che il nazionalismo e il separatismo bianchi non possono essere considerati fenomeni a parte rispetto alla supremazia bianca e ai gruppi fomentatori di odio”.

Facebook garantisce che le persone avranno ancora la possibilità di “dimostrare l’orgoglio nel loro retaggio etnico”, ma non saranno tollererete l’apologia e il sostegno al nazionalismo e al separatismo bianchi”.

L’impegno è a “migliorare e velocizzare la ricerca e la rimozione dell’odio dalle piattaforme”. “Negli ultimi anni abbiamo migliorato la nostra capacità di utilizzare l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale per trovare materiale da gruppi terroristici. Lo scorso autunno, abbiamo iniziato a utilizzare strumenti simili per estendere i nostri sforzi a una serie di gruppi fomentatori di odio a livello globale, inclusi i suprematisti bianchi”. 

Ma Facebook vuole andare oltre e per questo chi cerca termini associati alla supremazia bianca sarà reindirizzato verso pagine che aiutano le persone a lasciare i gruppi che propagandano l’odio. “Le persone alla ricerca di questi termini saranno indirizzate a Life After Hate, un’organizzazione fondata da ex estremisti violenti che fornisce servizi di supporto e sensibilizzazione”.

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