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L’avvertimento di Conte alla Francia sulla Libia

Libia Francia conte

Filippo MONTEFORTE / AFP

 Giuseppe Conte e il generale Haftar alla conferenza di Palermo sulla Libia

“Non ho motivo di pensare che la Francia possa avere interessi differenti dalla stabilità e dal pieno recupero della Libia a una prospettiva di sviluppo e di benessere della popolazione”: lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista al Fatto quotidiano.

“Una Libia instabile”, ha osservato il premier, “non può certo consentire alla Francia di perseguire eventuali interessi economici nazionali. Nel passato sono stati commessi errori di cui non consentiremo la ripetizione”.

Sul ruolo degli Usa nel Paese nordafricano, Conte ha assicurato che “non c’è nessun disimpegno” ma “per Washington il dossier libico non può avere l’interesse prioritario che riveste per l’Italia. Quel quadrante è oggetto di attenzione degli Stati Uniti soprattutto per il contrasto al terrorismo e la possibile influenza russa. Mentre storia e geografia impongono all’Italia di rimanere in prima linea, cosa di cui lo stesso presidente Trump mi ha dato atto”.

Conte ha ribadito che proseguiranno i contatti con il presidente francese Emmanuel Macron: “Ci sentiremo senz’altro, i nostri staff si aggiornano costantemente. Per anni l’Italia ha sostenuto il governo di Al Serraj, unico interlocutore per la nostra diplomazia. Quello di Serraj è l’unico governo che è sempre stato riconosciuto dalla comunità internazionale”.

“Da quando il mio esecutivo ha iniziato a occuparsi del dossier libico”, ha ricordato, “ho subito acquisito la consapevolezza che non è però pensabile una soluzione del conflitto senza interloquire con tutti gli attori che hanno un ruolo, locali o internazionali. E Haftar ha sempre avuto un ruolo importante, in particolare in Cirenaica“.

“Noi parliamo con tutti gli attori sul terreno, in base a un approccio inclusivo, avendo come obiettivo il pieno rispetto delle prerogative e il benessere del popolo libico”, ha sottolineato il premier italiano, confermando l’incontro avuto con gli emissari di Haftar: “Io ho ribadito la mia ferma opposizione a una deriva militare che farebbe ulteriormente soffrire la popolazione civile già provata. Ho ribadito la mia disponibilità a mantenere aperto ogni tipo di dialogo utile a pervenire a una soluzione politica”. 

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