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Pasqua di sangue in Sri Lanka, stragi simultanee in hotel e chiese

Sri Lanka attentati esplosioni chiese hotel

ISHARA S. KODIKARA / AFP

Colombo, Sri Lanka

Aggiornato alle ore 9,48 del 21 aprile 2019.

Una serie di esplosioni simultanee si è verificata in hotel di lusso e chiese durante le celebrazioni di Pasqua in Sri Lanka, causando morti e feriti. Secondo le prime informazioni diffuse dai media internazionali, le esplosioni sono state otto, in cinque chiese e tre hotel. La polizia al momento ne ha confermate sei, in tre chiese e in tre hotel. Alcuni media locali parlano a questo punto di 130 morti e alcune centinaia di feriti ma, le cifre sono ancora molto discordanti.

Una esplosione si è verificata nella chiesa di Sant’Antonio nella capitale Colombo. Un’altra a Katuwapitiya e un’altra amcora a Katana, nell’ovest del Paese, una cinquantina di chilometri a nord della capitale. E ancora altre chiese sono state colpite a Negombo, appena fuori dalla capitale. Sono stati sicuramente coinvoltinegli attentati anche lo Shangri-La Hotel e il Kingsbury Hotel a Colombo.

Sri Lanka attentati esplosioni chiese hotel

ISHARA S. KODIKARA / AFP

Colombo, Sri Lanka

Secondo quanto riferito dalla polizia, i morti sono almeno 139; le esplosioni hanno colpito hotel frequentati anche da turisti stranieri (9 le vittime accertate, mentre l’Unità di crisi della Farnesina è al lavoro per effettuare verifiche sulla eventuale presenza di italiani). Fonti ospedaliere hanno riferito che solo all’Ospedale Nazionale della capitale sono stati portati 25 cadaveri e 280 feriti.

Almeno una persona è morta nel Cinnamon Grand Hotel a Colombo, che si trova nei pressi della residenza del primo ministro, secondo quanto riferito da un responsabile della struttura. Tutte le esplosioni si sono verificate alle 8.45 (le 4.30 in Italia).

“Per favore restate in casa. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri”. Lo scrive su Twitter il ministro dello Sri Lanka per le Riforme economiche Harsha de Silva, che ha visitato alcuni dei luoghi attaccati con esplosioni simultanee che hanno causato almeno 52 morti. 

“Scene orribili, ho visto arti amputati sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. (…) Abbiamo portato molte vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite”, ha aggiunto il ministro.

Il governo dello Sri Lanka ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha convocato un consiglio dei ministri straordinario, presieduto dal premier, Ranil Wickremesing. Nel Paese i cristiani sono il 7,4% della popolazione.

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