ServizioLA RIUNIONE DI GIUGNO

di Riccardo Sorrentino

19 giugno 2019


Riparte lavoro Usa. Trump,Fed tagli tassi,saremmo razzo

4′ di lettura

Cederà, o no? Le pressioni di Donald Trump sulla Federal reserve diventano sempre più forti, mentre le tensioni protezionistiche – create dal nulla dalla Casa Bianca – continuano a porre rischi alla crescita. Tutto sembra spingere la banca centrale Usa verso l’apertura di una nuova fase espansiva o almeno a prepararla (come sta facendo, in una situazione in buona parte diversa, la Banca centrale europea).

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Verso un nuovo orientamento?
La riunione di ieri e oggi, con la pubblicazione delle nuove proiezioni macroeconomiche e i “dots”, che riassumono le intenzioni sui tassi dei banchieri centrali, permetterà di fare il punto della situazione. Nessuna decisione è prevista, ma questo non significa che l’appuntamento non sia importante per interpretare l’orientamento di politica monetaria della Fed, malgrado sia diventato, con Powell, più difficile da decifrare (e questo è un errore, per chi deve plasmare le aspettative di inflazione).

Inflazione indebolita

INFLAZIONE USA

Indice Pce trimestrale, variazione annua in percentuale (Fonte: Fred – St. Louis Fed)

Il problema della Federal reserve non è nuovo, né coinvolge solo gli Usa. L’inflazione è bassa, inferiore all’obiettivo “simmetrico” del 2%. L’indice Pce, preferito dalla Fed, è calato a marzo all’1,4% per poi risalire ad aprile all’1,5%. L’inflazione core, che negli Usa tende ad “aprire la strada” a quella complessiva, era ad aprile all’1,6%. L’indice al consumo (Consumer Price Index), più simile a quelli “europei”, è però all’1,8% in maggio, con un core in lieve calo al 2%.
Non sembra, insomma, una situazione simile a quella di Eurolandia, dove la velocità dei prezzi e più bassa e, soprattutto, le aspettative sono in calo. L’inflation swap rate 5y-5y – a cinque anni per i cinque anni successivi: di lungo periodo, quindi – indica per la Uem un 1,1%, per gli Usa l’1,9%. È, complessivamente, una situazione che richiede attenzione, ma non sembra giustificare un’inversione di marcia.

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