I vari Oettinger, Moscovici, Juncker non criticano minimamente le politiche economiche, spesso discutibili, dei loro Paesi d’origine e sono accomunati, invece, nella volontà di randellare l’Italia. Perché Draghi, italiano, si accoda sempre a loro?
D’accordo, la BCE ha comprato tonnellate di titoli italiani in cambio della sudditanza all’Ue dei passati governi. Ma ora che la totale sudditanza è venuta meno, Draghi non fa altro che allinearsi regolarmente, con passo felpato ed eloquio tecnico-esoterico, ai randellatori franco-tedeschi di professione che hanno l’Italia come obiettivo predatorio.
Sarebbe troppo attribuire a quel vuoto pneumatico di Taiani, consono presidente del più inutile parlamento della storia, quello europeo, una qualsiasi importanza, ma nelle azioni e nei fatti Taiani e Draghi agiscono esattamente all’unisono, contro l’Italia. Una volta non si sarebbe esitato a processarli per alto tradimento della propria Nazione.