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Sabato porteremo le lancette avanti di un’ora. E potrebbe essere una delle ultime volte

ora legale 

CREDITSEBASTIAN WILLNOW / DPA / DPA PICTURE-ALLIANCE 

Una famosa scena di Tempi moderni ricreata nel teatro Schaubuehne Lindenfels di Lipsia

Il Parlamento europeo appoggia la proposta della Commissione di abolire il cambio tra ora legale e ora solare, ma chiede di spostare la data di entrata in vigore del nuovo regime dal 2019 al 2021. Secondo la posizione comune adottata dai deputati, i gli Stati membri che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero cambiare le lancette dell’orologio per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero farlo l’ultima domenica di ottobre 2021.

Per proteggere il mercato interno da perturbazioni, i deputati hanno chiesto che gli Stati membri e la Commissione coordinino le loro decisioni su quale ora adottare. Nella risoluzione si afferma che la Commissione può presentare una proposta legislativa per rinviare la data di applicazione della direttiva fino a un massimo di 12 mesi, se ritiene che le disposizioni previste possano pregiudicare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato interno.

La risoluzione legislativa è stata adottata con 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astensioni. Ora spetta ai governi adottare la loro posizione comune per avviare i negoziati con l’Europarlamento, ma finora gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo al Consiglio.
 


Da sapere:

Nella notte tra il 30 e il 31 marzo bisognerà portare le lancette avanti di un’ora. Bisognerà passare dalle 2 ale 3. Perderemo un’ora di sonno, ma fino al 28 ottobre guadagneremo un’ora di luce in più al giorno. 


I deputati italiani all’Europarlamento hanno votato massicciamente contro la proposta di abolire il cambio tra ora legale e ora solare, che è stata approvata dalla plenaria di Strasburgo. Gli unici italiani a votare a favore del testo sono stati Raffaele Fitto (gruppo dei Conservatori e riformatori europei), Alessandra Mussolini (Ppe), Barbara Spinelli (Gue), Marco Affronte (Verdi) e Michela Giuffrida (Socialisti&Democratici). Si sono invece astenuti Nicola Caputo e Antonio Panzeri (entrambi S&D). 

Le ragioni principali di chi la vuole mantere sono di natura economica, legate cioè alla possibilità di ottenere un risparmio in termini di spesa energetica.

I Paesi favorevoli

Sono 70 i Paesi, quasi tutti appartenenti all’Unione europea, che adottano questo sistema, introdotto per lo più tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Un sistema che mira a concedere ai cittadini più ore possibili di luce naturale e di cui persino Benjamin Franklin si era accorto, scrivendone, alla fine del ‘700. Eppure, in Finlandia, una commissione parlamentare ha avanzato una proposta che prevede l’abolizione di questa “tradizione” partendo da 70 mila firme raccolte da un cittadino.

La richiesta di rinunciare all’ora solare ha trovato poi il sostegno di una parte importante dell’opinione pubblica dei Paesi nordici, che denunciano i danni per la salute del cambio di ora. Tra i governi dell’Ue, oltre la Finlandia, ci sono la Svezia e alcuni Stati membri dell’Est si sono espressi per l’abolizione, ma non è stata registrata una maggioranza a favore.

Più in dettaglio, spostare le lancette un’ora avanti prima dell’estate e un’ora indietro prima dell’inverno, causerebbe secondo i promotori dell’abolizione diversi problemi al nostro stato psico-fisico e alla nostra salute. Secondo gli esperti citati dalla commissione di Helsinki questo cambio provocherebbe disturbi del sonno, anche insonnie prolungate, e ci renderebbe meno attivi durante la giornata. Una sorta di “pigrizia” che avrebbe delle ripercussioni sia sull’economia che sull’industria.

Uno studio finlandese del 2016 e uno americano del 2012, ripresi anche dalla CNN, riportano poi numeri piuttosto inquietanti che si verificherebbero due giorni dopo il cambio di orario: un aumento dell’8% dei casi di ictus, percentuale che arriva al 20% per gli over 65 e al 25% per i malati di cancro e un aumento del 10% per quanto riguarda gli attacchi di cuore.

Per approfondire: Ma davvero l’ora legale fa male alla salute? (A cura di Unità Operativa Complessa di Neurologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli) 

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