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Scavato metà tunnel parallelo al pozzo dove c’è Julen, prossime ore decisive

Scavato metà tunnel parallelo al pozzo dove c'è Julen, prossime ore decisive

 Afp

 Totalan, Spagna. Le operazioni per il recupero di Julen

Articolo aggiornato alle ore 10 del 20 gennaio 2019.

Si continua a scavare senza sosta. Da una settimana esatta. È stata scavata più di metà di un tunnel parallelo al pozzo dove è caduto Julen, il piccolo di 2 anni, precipitato nelle viscere della terra domenica scorsa. Fonti dei soccorritori, che da giorni lavorano senza sosta nonostante si siano ridotte al lumicino le speranze di ritrovare il bimbo ancora in vita, hanno reso noto che, alle 07:00 di stamane, erano stati scavati 33 dei 60 metri del tunnel. Sarà proprio in questo tunnel che verrà calata la capsula metallica che permetterà di costruire una galleria orizzontale per avvicinarsi al luogo dove sta il bimbo.

Scavato metà tunnel parallelo al pozzo dove c'è Julen, prossime ore decisive

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 Totalan, Spagna. Le operazioni per il recupero di Julen

Le operazioni hanno trovato ogni genere di difficoltà, non solo causate dal maltempo degli ultimi giorni, ma anche dalla particolare orografia e conformazione geologica del terreno. Nella notte, ha rallentato lo scavo la presenza di una spessa roccia a 18 metri di profondità. Da quando domenica è caduto in un pozzo abbandonato, largo 25 centimetri e profondo più di 100 metri, nelle campagne di un paesino di nome Totalan, alle porte di Malaga, in Andalusia, il bimbo di appena due anni non ha dato segni di vita. Era nelle campagne insieme ai genitori, per un pranzo con amici di famiglia. Finora è stato impossibile raggiungere il piccolo perché il pozzo è bloccato da uno strato di terra, sabbia e pietre che potrebbero essere state trascinate giù da Julen quando è caduto.

Un blocco di roccia

Ieri le operazioni sembravano essersi sbloccate perché l’escavatore che sta lavorando a pochi metri dal pozzo ha incontrato una massa rocciosa molto dura. L’assenza di studi tecnici preliminari ha costretto i tecnici alla massima cautela per evitare un collasso del terreno.

Scavato metà tunnel parallelo al pozzo dove c'è Julen, prossime ore decisive

Ieri la previsione era di altre 15-20 ore per arrivare al livello di profondità del tunnel parallelo necessarie per iniziare lo scavo orizzontale (circa 4 metri). Ma le previsioni lasciano il tempo che trovano, visto appunto la totale non conoscenza del terreno.  “Non sappiamo cosa troveremo lungo la strada”, ha avvertiva ieri pomeriggio Angel Garcia Vidal, capo dei tecnici, nel suo resoconto quotidiano riportato dai media spagnoli. 

La galleria realizzata dagli esperti della Brigata di soccorso minerario sarà di 72 metri in verticale e poi un foro orizzontale leggermente in risalita verso il pozzo. “È lì che speriamo di trovarlo”, ha detto Garcia Vidal. Il pozzo in totale è profondo 110 metri.

E se il bambino non dovesse trovarsi in quel punto? Ha detto Vidal al Pais: “Dovremo valutarlo man mano che andiamo avanti e vedere quali possibilità ci sono di fare gallerie più orizzontali in maggiore profondità, perché questo comporta sempre nuovi rischi”.

Il passaggio orizzontale

L’ingegnere ha spiegato che la galleria orizzontale di accesso al pozzo presenterà importanti complessità tecniche. Due minatori, forse tre scenderanno con una sorta di cesto di ferro giù nel tunnel parallelo. Per scavare il foro orizzontale utilizzeranno martelli pneumatici o picconi a seconda del tipo di roccia che troveranno.

Sono passati sette giorni dall’incidente, non si ha una prova certa del fatto che Julen sia ancora vivo, ma il morale dei tecnici e degli ingegneri che stanno seguendo le operazioni resta alto. Si lavora senza sosta. “L’unico obiettivo è quello di arrivare a Julen il prima possibile e questa è una motivazione enorme. Le ore non pesano, la stanchezza non pesa, il non dormire non pesa. Speriamo di portarlo ai suoi genitori il più presto possibile”, ha concluso Vidal.

Scavato metà tunnel parallelo al pozzo dove c'è Julen, prossime ore decisive

I genitori di Julen, José Roselló e Victoria García, hanno dovuto lasciare venerdì sera la montagna dove stavano seguendo le operazioni per motivi di sicurezza. Secondo l’agenzia di stampa Efe, ripresa dal Pais, hanno trascorso la notte di giovedì – insieme ad altri parenti – nella casa di un vicino di casa di Totalán. Un abitante della città ha messo a disposizione alcuni terreni e due scantinati al team di emergenza e della Protezione Civile. Altri abitanti hanno offerto viveri e coperte. L’attenzione resta massima, la preoccupazione per le condizioni di Julen non hanno preso il sopravvento sulla grinta e la concentrazione del gruppo di soccorso.

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