
(ANSAmed) – BELGRADO, 13 NOV – Nuovi raduni contrapposti pro
e contro un grande murale di Ratko Mladic si sono svolti in
serata a Belgrado, con la polizia presente in forze che ha
separato i gruppi contrapposti evitando possibili incidenti.
Il grande murale inneggiante all’ex generale serbo-bosniaco,
condannato all’ergastolo dal Tribunale dell’Aja per crimini di
guerra e contro l’umanità, in primo luogo per il genocidio di
Srebrenica e l’assedio di Sarajevo durante la guerra di Bosnia
del 1992-1995, è stato al centro nei giorni scorsi di proteste e
polemiche. Una attivista era stata fermata per alcune ore dopo
aver lanciato uova contro l’effigie di Mladic, che era stata
successivamente vandalizzata con il lancio di vernice bianca. Il
murale era stato poi ripulito da sostenitori dell’ex generale.
Polemiche erano nate sulla presenza della polizia, accusata di
essere intervenuta a difesa del murale.
Con lo slogan ‘Il murale deve sparire’, gruppi di attivisti
per i diritti umani in serata si sono riuniti per protestare
contro la glorificazione dei criminali di guerra e chiedere che
si dia sostegno a una ‘onda di antifascismo’ in Serbia. Presenti
militanti della ong ‘Donne in Nero’, con un grande striscione
con su scritto ‘Non possiamo mai dimenticare il genocidio di
Srebrenica’. A poca distanza, alcune decine di giovani
ultranazionalisti con tute e maschere nere hanno scandito a
lungo ‘Ratko Mladic’, ‘Ratko Mladic’, lanciando insulti e offese
agli altri manifestanti.
Vi sono stati momenti di tensione ma la polizia, con un
massiccio cordone, ha evitato contatti e possibili scontri.
(ANSAmed).
Fonte Ansa.it
