
(ANSA) – STOCCOLMA, 15 MAR – Il commercio internazionale di
armi si è stabilizzato negli ultimi cinque anni per la prima
volta dall’inizio del secolo: lo rivela un rapporto
dell’International Peace Research Institute che spiega il
rallentamento delle compravendite con il fatto che diversi Paesi
importatori hanno avviato la produzione in proprio.
A livello mondiale, le esportazioni di armi sono rimaste
stabili in volume nel periodo 2016-2020 rispetto al periodo
2011-2015. Questo trend si inserisce in un contesto di crescente
spesa militare, che nel 2020 ha raggiunto 1.830 miliardi di
dollari, un aumento in termini reali del 3,9% rispetto al 2019,
sostenuto in particolare dal rafforzamento della marina cinese.
Le esportazioni rimangono al livello più alto dalla fine
della Guerra Fredda, ma è la prima volta dal periodo 2001-2005
che non sono aumentate. Negli ultimi cinque anni, tre dei cinque
maggiori esportatori mondiali – Stati Uniti, Francia e Germania
– hanno aumentato le loro esportazioni, ma questi aumenti sono
stati compensati dal calo di due grandi esportatori, Russia e
Cina. Il mercato resta dominato dagli Stati Uniti che si
arrogano il 37% della quota di mercato (+5 punti rispetto al
periodo 2011-2015), davanti alla Russia, che scende dal 26 al
20%, principalmente a causa di un calo delle esportazioni verso
l’India.
Negli ultimi cinque anni, il mercato francese delle armi,
terzo nella classifica dei paesi esportatori, ha rappresentato
l’8,2% delle esportazioni totali nel mondo. Le esportazioni di
armi della Francia sono aumentate del 44% nel quinquennio
2016-2020. (ANSA).
Fonte Ansa.it
