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Theresa May ha chiesto una proroga della Brexit al 30 giugno

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Afp

Theresa May

La premier britannica Theresa May ha chiesto ufficialmente all’Ue una proroga della Brexit fino al 30 giugno, una richiesta che obbligherebbe il Regno Unito a partecipare all’elezioni europee. Ma adesso di fronte all’impasse e all’evidente caos che regna a Londra, tanto a Downing Street che a Westminster, l’Ue sembra intenzionata a una proroga ben più lunga, addirittura un anno.

May ha scritto una lettera al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, per chiedere l’estensione, dal 12 aprile al 30 giugno, dell’applicazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona (che disciplina il ritiro di un Paese dall’Unione), cosi’ da evitare un divorzio senza accordo. Questo rinvio dovrebbe essere approvato all’unanimità dai 27 al vertice europeo del 10 aprile. May sembra dimenticare che ha già chiesto un rinvio al 30 giugno: lo ha fatto al vertice europeo di marzo e il rinvio le era stato negato proprio a causa delle elezioni europee, che si terranno dal 23 al 26 maggio.

In stallo le trattative con i laburisti

La premier ha assicurato che sta ancora cercando (e che spera) in un accordo che consenta una Brexit prima delle europee. Ma in realtà il negoziato con i laburisti sembra sull’orlo del collasso. I colloqui con il leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, iniziati mercoledì e continuati venerdì, sembrano in stallo anche perché nessuno dei leader ha motivo di sostenere l’altro. Comunque sia, in serata un portavoce laburista ha fatto sapere che “il governo non ha offerto alcun reale cambiamento o un compromesso” che possa ottenere il ‘via libera’ dei deputati.

La richiesta di May è stata accolta con scetticismo anche dalle controparti europee. In Francia, la presidenza ha giudicato la richiesta “prematura” e ha detto di attendersi un “piano credibile” da Londra al vertice del 10 aprile. Il primo ministro olandese Mark Rutte ha dichiarato che la mossa della Gran Bretagna “non risponde” alle domande dell’UE. “Ci sono ancora molte questioni che devono essere chiarite a Londra”, gli ha fatto eco il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas.

Di fronte all’ennesima conferma che a Londra, nè il governo e neanche il Parlamento, sembrano aver trovato una soluzione al rebus, stavolta è l’Ue, che frena: Tusk sarebbe pronto a proporre ai capi di Stato e di governo dell’Ue a 27 di concedere al Regno Unito una proroga lunga ma flessibile, per evitare un’uscita senza accordo. La proroga della Brexit dovrebbe durare un anno, fino al 10 aprile 2020, ma verrebbe interrotta in modo automatico una volta che la Camera dei Comuni sarà riuscita a approvare e ratificare l’accordo di recesso dall’Ue. Secondo Tusk, questa è “l’unica strada ragionevole”.

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