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Un gruppo di sciamani siberiani ha bruciato 5 cammelli per non disobbedire agli dei

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(Afp)

Uno sciamano siberiano

Un gruppo di sciamani in Siberia è finito al centro di un’accesa polemica per aver ucciso e poi bruciato dei cammelli, in quello che hanno definito un rito tradizionale volto a “rafforzare la Russia”. Il gruppo basato nella città di Angarsk, in Siberia orientale, ha postato all’inizio di febbraio un video, che mostrava la pira all’aria aperta in cui bruciavano i resti di cinque cammelli, precedentemente macellati. Le immagini, ampiamente condivise sui social e ora rimosse da Youtube, hanno scatenato dure critiche e creato una spaccatura all’interno della comunità sciamanica.

I magistrati hanno chiesto di perseguire il gruppo, chiamato ‘Cielo blu in eterno’, per il reato di maltrattamento di animali, punibile con un massimo di cinque anni di detenzione. Il leader del gruppo, Artur Tsybikov, ha spiegato che il macabro rito fa parte delle tradizioni degli sciamani e si compie una volta ogni 300 anni.

“Non dobbiamo disobbedire agli dei”, si è giustificato l’uomo, assicurando che “gli animali sono stati uccisi in modo umano”. Per gli sciamani, che alcune culture ritengono in grado di comunicare con gli spiriti e curare malattie attraverso rituali e stati di trans, i cammelli sono animali sacri. In Russia, lo sciamanesimo è praticato tra le popolazioni indigene di alcune parti della Siberia e dell’estremo Oriente del Paese.

“È la nostra tradizione”, ha spiegato Tsybikov, “non ci vedo nulla di male, li uccidiamo, tagliamo a pezzi e poi li cuciniamo”. Gli sciamani del ‘Cielo blu in eterno’ dicono di aver svolto la cerimonia per rafforzare la Russia, in un momento di turbolenze sociali e politiche. “Abbiamo la riforma delle pensioni e le persone non sono felici”, ha raccontato Tsybikov, “ci sono le sanzioni occidentali e stanno succedendo un sacco di cose”.

Mercoledì, i magistrati hanno detto di aver inviato i resti del cammelli alla polizia, chiedendo l’apertura di un caso. Il video ha creato anche dissapori tra gli stessi sciamani. Il leader nazionale della comunità, Dopchun-ool Kara-ool Tyulyushevich, – che vive nella regione siberiana di Tuva – ha preso le distanze dal rito, denunciando che questo non ha nulla a che fare con lo sciamanesimo. “Cinque cammelli uccisi è sadismo”, ha tuonato, “uno sciamano deve amare la gente, la natura, gli animali e gli uccelli”. Il leader sciamano ha poi chiesto che Tsybikov venga rimosso come suo vice a livello regionale. (AGI)
 

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