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Vaccini: polemica su certificato nei pub, Johnson frena

(ANSA) – LONDRA, 25 MAR – Boris Johnson frena sull’ipotesi,
da lui stesso avanzata ieri, ma accolta da non poche polemiche,
che i gestori dei pub possano imporre privatamente l’obbligo di
certificazione del vaccino anti-Covid al momento della
riapertura degli esercizi: riapertura prevista dai piani di
uscita dal lockdown del governo britannico non prima del 12
aprile, se gli sviluppi della pandemia lo consentiranno, e
inizialmente solo per le consumazioni all’aperto. Lo ha detto lo
stesso premier ai giornalisti, correggendo oggi leggermente il
tiro e definendo la questione “un po’ prematura” visto che “nessuna decisione” sulla certificazione e sui passaporti
vaccinali è stata ancora presa da un comitato ministeriale
incaricato di valutare la questione entro il 5 aprile al più
presto.
    “Io credo che possa essere nel diritto” dei titolari dei vari
esercizi imporre un tale obbligo, aveva affermato ieri Boris
Johnson rispondendo a una domanda durante un’audizione in
commissione parlamentare. Parole contestate oggi da alcuni
rappresentanti di organizzazioni commerciali di categoria,
secondo cui scaricare sui gestori questa responsabilità sarebbe
stata una strategia “scadente” da parte del governo. E criticate
pure da deputati dell’ala più libertaria e insofferente alle
restrizioni del lockdown della maggioranza Tory come Steve
Baker, ex viceministro della Brexit, stando al quale attribuire
ai gestori dei pub il diritto di vietare l’accesso ai clienti
non vaccinati avrebbe significato far risvegliare il Regno in “una trappola allucinante”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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