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Venezuela: Guaidó, ‘ringrazio Trump per quello che ha fatto’

(ANSA) – BOGOTÁ, 11 OTT – Il leader d’opposizione venezualano
autoproclamatosi presidente ad interim, Juan Guaidó, ha
ringraziato Donald Trump “per quello che ha fatto per il
Venezuela” e avvertito che “sta nuovamente aumentando l’esodo di
persone che se ne vanno dal Paese.
    Intervistato dal quotidiano El Espectador di Bogotà, Guaidó
ha detto di non essere preoccupato nel caso di una sconfitta di
Trump nelle elezioni di novembre. “Abbiamo una politica
bipartisan per le elezioni negli Usa – ha spiegato – ed entrambi
i partiti là ci appoggiano. Ringrazio il presidente Donald Trump
per quello che ha fatto per il Venezuela, in nome della
libertà”.
    Il leader oppositore ha quindi chiarito il significato della
consultazione popolare da lui proposta come alternativa alle
elezioni fissate per dicembre. “C’è una dittatura, un Maduro
accusato di lesa umanità – ha indicato – un regime che tortura,
assassina, perseguita e usa paramilitari contro il popolo”.
    Questo referendum, ha ancora detto, “è un meccanismo per
mobilitare i venezuelani e assegnare un ruolo a tutti gli attori
del Paese (imprenditori, maestri, chiesa, diaspora) per ottenere
la transizione. Maduro non può risolvere nulla, il 93% della
popolazione non ha acqua, gas, benzina, ma ha voglia di
lottare”.
    Guaidó ritiene poi che le sole sanzioni non siano
sufficienti. “Criticando costruttivamente – sostiene – mi
domando perché non si riforma la Carta interamericana dei
Diritti umani. Mi chiedo perché, pur disponendo di questo
strumento, non lo si usi appieno per bloccare la violazione dei
diritti umani in Venezuela”. E comunque – aggiunge – ce ne sono
altri: il Trattato interamericano di assistenza reciproca (Tiar)
e la responsabilità di proteggere i popoli vittime di crimini di
lesa umanità dell’Onu”.
    Infine Guaidó ha ricordato il dramma dei cinque milioni di
migranti venezuelani. Un fenomeno che, “con la
flessibilizzazione delle restrizioni per la pandemia da Covid-19
e con il tentativo di riattivazione delle economie della
regione, spinge i venezuelani a partire per cercare altrove una
forma di sostegno per le loro famiglie”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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