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Ventiquattr’ore di inferno a Mogadiscio

somalia attacco shabaab

Un’autobomba in una delle strade più trafficate di Mogadiscio, scene di guerra in pieno centro con sparatorie ed esplosioni, veicoli e negozi in fiamme, un assedio infinito, almeno 25 morti – ma il bilancio finale è ancora incerto – e molte decine di feriti. E’ terminato con un’irruzione delle forze speciali l’attacco dei terroristi di Al Shabaab che ha tenuto in scacco la capitale somala per quasi 24 ore. 

Tutto è iniziato intorno alle 21 di giovedì, quando un’autobomba azionata da un kamikaze è esplosa davanti all’ingresso dell’hotel Maka Almukarama, uno dei principali della città, situato in una zona affollata, piena di ristoranti e negozi. Subito dopo, da un camion sono usciti quattro o cinque uomini armanti che hanno cercato di fare irruzione nell’albergo – notoriamente frequentato da funzionario del governo somalo – per poi barricarsi in un altro edificio vicino. 

Una vera e propria scena di guerra aperta, raccontano i testimoni, con raffiche contro negozi ed altri edifici, le auto in fiamme e la strada sventrata dall’autobomba, mentre accorrevano numerose le ambulanze nel tentare di recuperare i corpi e assistere i feriti, almeno una cinquantina. Fonti ospedaliere segnalano gravi problemi nel poter affrontare l’emergenze, dato l’alto numero di feriti gravi. 

Come nei giorni di Black Hawk Down

Due soldati sono morti sono morti nelle sparatorie con i militanti al Shabaab. Altri spari ed esplosioni sono stati uditi nella notte e ancora nella mattinata di oggi. Infine, nel tardo pomeriggio di oggi, l’assalto delle forze speciali somale, che hanno annunciato di “aver ucciso tutti i terroristi” e di aver rinvenuto altri cadaveri nell’edificio in cui si erano asserragliati i terroristi. 

somalia attacco shabaab

MOHAMED DAHIR / AFP
 

 Miliziani somali di al Shebab nel 2009

Le modalità dell’attacco, notano le autorità somale, sono molto simili ad altri attentati ad opera di al Shabaab a Mogadiscio nonché ad un assalto ad un resort alberghiero in Kenia, a gennaio, in cui si sono contate 21 vittime. 

Poco dopo l’annuncio della fine dell’assedio da parte delle forze di sicurezza somale, il comando militare Usa presente nel Paese ha reso noto di aver condotto un raid aereo nella regione dell’Hiran, nella Somalia centrale, in cui sono stati uccisi 26 terroristi di al Shabaab. In questa stessa area, gli Usa questa settimana avevano già compiuto due diversi attacchi, uccidendo 55 persone. La milizia islamista ha attualmente il controllo di gran parte del centro e del sud della Somalia. 

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