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Accademia Koefia, in passerella il ‘Guardaroba impossibile’  

Pubblicato il: 05/07/2019 14:13

L’Accademia Koefia e l’Ambasciata della Repubblica Indonesiana a Roma festeggiano il 70° anniversario dei Patti bilaterali Italia-Indonesia con la sfilata ‘Memorabilia: Guardaroba impossibile’ che vede in passerella 50 creazioni degli studenti del III anno dell’Accademia internazionale d’alta moda e d’arte del costume. L’appuntamento è in programma, nell’ambito di Altaroma, al PratiBus District (Sala 2), domenica 7 luglio alle 21.

A sfilare creazioni realizzate a mano come nella storica tradizione dell’Accademia Koefia e con in più la consapevolezza che il tessuto, come l’abito, sono portatori di una memoria storica e culturale fatta di continuità e di innovazione, di gesti, di procedure, di significati condivisi e che lo stilista, come fosse un curatore museale, attinge continuamente dal ‘Guardaroba della Memoria’ per rianimare oggetti di culto del passato e farli (ri)vivere comodamente nel presente.

‘Memorabilia: Guardaroba impossibile’ nasce, quindi, dalla manipolazione e dalla conseguente acquisizione di una padronanza del processo concettuale ben preciso di ‘selezione’, ‘citazione’ e ‘post-produzione’ e che ha visto gli studenti dell’Accademia Koefia indossare camice e guanti bianchi, aprire gli archivi della moda e, come fossero curatori museali, immergersi in un lavoro di selezione, ricerca, riproduzione e infine creazione di un nuovo abito contemporaneo.

Oggetto di indagine, in questo caso, una tipologia vestimentaria specifica che ogni allievo ha prelevato dal bagaglio di memoria collettiva inserendola in un preciso momento storico e analizzandola da un punto di vista fotografico, artistico, di costume. proseguendo poi lo studio attraverso la creazione di piccole Toile, per comprenderne la tecnica di costruzione ma anche per impossessarsi delle movenze, dei gesti che lo realizzano e lo rendono ‘abitabile’.

L’abito creato, infine, possiede una coerenza formale interna tra passato e presente ma anche una coerenza costruttiva nella capacità d’introiezione di un tessuto normalmente destinato per altre latitudini ma che, invece, è stato il fil rouge di unione di questa collezione: il Batik. Il Batik e i tessuti d’Oriente, donati per l’occasione dall’Ambasciata della Repubblica Indonesiana a Roma, provenienti dalle più importanti province indonesiane che ne curano la storica tradizione, come un coacervo di memorabilia, sono stati elaborati, scansionati con dovizia di minuzia, e inseriti nell’abito occidentale, trovando con esso un equilibrio possibile e significante.

I tessuti utilizzati sono i Batik provenienti da Madura (Giava orientale) e da Jombang (Giava orientale), insieme a quelli provenienti da Semarang (Giava centrale) tipici per il color giallo e che si distinguono per l’uso mattina e sera. E’ stato utilizzato il Tenun, proveniente da Nusa Tenggara Barat (Nusa Tenggara Occidentale) e da Nusa Tenggara Timur (Nusa Tenggara Orientale) tinto con un colore naturale derivato dalla corteccia degli alberi. Da Padang e da Buton, Sud-Est Sulawesi, invece, il Tenun viene tessuto in fili metallici e indossato per i matrimoni. Questi tessuti, insieme al lino, al cotone, alla seta, al tulle, e ai tessuti naturali e stampati come i motivi dei Batik, quasi a confondersi, rendono la collezione originale.

Così, si vederà sfilare un cappottino britannico Husky, nato negli anni Sessanta, contaminato dal tessuto Batik plastificato e trapuntato, per adattarsi perfettamente al suo nuovo habitat. O ancora il Batik intagliato e ibridato con tessuti presi in prestito dalla sartoria maschile sulla modellatura della Norfolk Jacket da caccia di fine Ottocento, oppure il tessuto indonesiano, manipolato e camuffato, diventa l’inaspettato protagonista della tuta 80s da nightlife metropolitana. Sarà evidente quindi, che il tuffo nelle Memorabilia della moda ha, come per paradosso, trasformato un guardaroba che sembrava impossibile, in quanto dimenticato nell’armadio polveroso di un archivio, in un guardaroba vivo, attuale e, per di più, nel quale due culture, apparentemente distanti, sono invece riuscite a contaminarsi e rigenerarsi reciprocamente.

Anche quest’anno si rinnova la partnership con Lectra, azienda leader mondiale nel settore delle soluzioni tecnologiche integrate. Grazie a questa collaborazione, la Maison Balenciaga, dopo un’attenta selezione, premierà lo studente più meritevole con uno stage di sei mesi all’interno del reparto sviluppo prodotto. Lectra, inoltre, premierà lo stesso studente con le licenze software Modaris e Diamino e relativa sessione di formazione con un esperto Lectra.

Per la prima volta in passerella ci saranno: Chiara Allegrini, Almgamez Fatma, Fatemeh Amini, Valentina Angius, Erika Attenni, Eleonora Baccari, Sofia Baeza, Valentina Battaglia, Benedetta Biagianti, Marian Bucciarelli, Serena Campanella, Claudia Cappucci, Claudia Carriero, Francesco Catalano, Chiara Coletti, Emanuele Filiberto Comin, Caterina Corgnale, Camilla De Marinis, Camilla De Santis, Agnese Del Sette, Elisa Di Trocchio, Alessia Forotti, Beatrice Giaccaglia, Anna Ginocchio, Roberta Giosa, Alejandra Gonzales, Chiara Gullo, Giusi Lotierzo, Eleonora Manzella, Alessandra Mattioni, Antonella Minacore, Marella Padilla, Fausta Palombo, Flaviana Passante, Francesca Paternostro, Chiara Pernice, Irene Piccirilli, Giulia Pirillo, Benedetta Reggiani, Giulia Rizzi, Erica Scudellari, Olga Smirnova, Roberta Stella, Claudia Tarantini, Lucrezia Verso, Valentina Zamai.

 

 

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