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Flashback, l’arte è tutta contemporanea – Ludens

Giovanni Lanfranco, Il bacio di Angelica e Medoro

Procedono molto positivamente a Torino i preparativi per Flashback, l’arte è tutta contemporanea: la fiera che – arrivata alla sua ottava edizione – costituisce uno degli elementi fondamentali dell’ampio progetto culturale dedicato all’arte, attivo tutto l’anno e nato per offrire
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una diversa visione sulla storia dell’arte e sulla storia di oggi.
 
Si sono chiuse a fine giugno le domande di partecipazione ed è ora in corso la selezione delle gallerie. Si dicono dunque soddisfatte le direttrici nonché Fondatrici di Flashback Stefania Poddighe e Ginevra Pucci: “Abbiamo lavorato tenendo ancora di più in considerazione le esigenze di tutti. In primis delle gallerie, i nostri ‘compagni di avventura’, ma anche dei fornitori e dell’organizzazione tutta. Per cui massima trasparenza nelle decisioni operative portate avanti dalla fiera e molta condivisione” osserva Stefania Poddighe. “Inoltre – aggiunge Ginevra Pucci – abbiamo voluto inaugurare una nuova sezione chiamata OneShot, in cui le gallerie potranno presentare un’unica opera dalle importanti caratteristiche culturali, storiche e artistiche. Alcune opere presenti l’anno scorso, ci hanno fatto riflettere su quanto sia importante lo spazio sia fisico che comunicativo dedicato a questi capolavori”.
 
Dal 5 all’8 novembre i futuristici spazi del Pala Alpitour di Torino ospiteranno la selezionata squadra di Gallerie. Sono già possibili alcune anticipazioni su quanto si potrà ammirare nella prossima edizione che, come già annunciato, ha come titolo Ludens, ottavo capitolo del racconto di Flashback, l’arte è tutta contemporanea.
 
Nel romanzo di fantascienza umoristica “La Variante dell’Unicorno”, Roger Zelazny immagina una partita a scacchi, surreale e ironica, tra l’Uomo e una creatura fantastica – l’Unicorno, appunto – in una battaglia all’ultima mossa per la sopravvivenza. È proprio a questo gioco immortale – gli scacchi – che si ispira l’edizione 2020 di Flashback: la scacchiera, come spazio scenico, come campo aperto a ogni possibilità e alle infinite varianti di scelta; il gioco come palestra d’azione, come capacità creativa, strumento ideale per reinterpretare il passato e immaginare tutti i futuri possibili.

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L’Unicorno, animale mitologico, guida di questa edizione, osserva la caduta di Adamo ed Eva nascosto tra le foglie del Paradiso Terrestre, in un olio del fiammingo Maestro della Fuga in Egitto – attivo durante il XVI secolo – presentato da Caretto & Occhinegro, la Galleria Roccatre aggiunge due preziose caselle, una bianca e una nera, alla scacchiera di Flashback, luogo della rappresentazione, con Teatrino bianco e Teatrino nero della serie Concetto spaziale di Lucio Fontana. La creatività dionisiaca della danza è invece il soggetto de La bayadère di Paul-Albert Besnard, una delle opere esposte da Paolo Antonacci: una coreografia fatta di mosse razionali e precise per simulare caos e sfrenatezza.

La partita continua con quattro opere che fissano in forme e materiali diversi l’infanzia, il tempo privilegiato del gioco: Medardo Rosso si ispira a suo nipote che gioca a nascondino dietro a una tenda e lo immortala nella scultura Ecce Puer presentata da Galleria Russo. La galleria Piacenti propone la serenità dello sguardo di un ritratto infantile di Pelagio Palagi, a cui fa specchio il cielo terso di una mente priva di inganni; strettamente legata all’infanzia, poi, è la figura di San Cristoforo, che sorregge il piccolo sulle spalle come un nonno giocoso e affianca il giovane San Sebastiano in due tavole firmate da Matteo di Giovanni, presentate da Longari Arte. Ancora, Flavio Pozzallo propone un Gesù neonato scolpito nel XIV secolo, che sorride spensierato sulle ginocchia della mamma, stringendo tra le mani il globo del Salvator Mundi come fosse un giocattolo.

Con Il bacio di Angelica e Medoro di Giovanni Lanfranco, Alessandra Di Castro Antichità ci permette di assistere ai giochi e alle schermaglie di due giovani innamorati, in una scena tratta dagli intrecci di storie e personaggi che un grande poeta-burattinaio ha saputo orchestrare per intrattenere i cortigiani nei loro lunghi pomeriggi oziosi. A proposito di corte, poi, in nessuna che si rispetti può mancare Un giullare, come quello dipinto da Giovan Battista Quadrone e presentato da Arcuti Fine Art: una figura shakespeariana che, tra tintinnii di sonagli e giochi di prestigio, dispensa perle di verità.

Ma molti altri sono ancora gli assi vincenti che questa edizione ha in serbo: dalla sensualità spezzata del torso romano di FG Fine Art alle architetture, fragili come castelli di carte, de Le Termopili di De Chirico (Galleria dello Scudo). Dall’azione a cavallo della Diana cacciatrice di Ettore Tito (800/900 Artstudio) all’anello propiziatorio a forma di dado, opera di Solange Azagury–Partridge di Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d’epoca e alla Fioritura di Alik Cavaliere (Copetti Antiquari), con steli e rami che si intersecano in un equilibrio precario e commovente, come bastoncini di una partita a shanghai; fino ad arrivare alla coppia di giocatori di Schreiber Collezioni, un lui e una lei che si sfidano in groppa ai loro destrieri in una partita a polo che è cominciata nella Cina di mille anni fa e che prosegue a Flashback 2020.

 

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