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Save the Children festeggia 100 anni e rilancia il proprio impegno per i bimbi

 

Angoscia per la precarietà e paura dell’ignoto: solo due della folla di sentimenti che si provano mentre, sotto un banco di scuola, si vive l’esperienza della simulazione di un bombardamento aereo. È il momento più intenso dell’evento “Tutti giù per terra” che, fino al 19 maggio presso il Maxxi di Roma, Save the children fa vivere per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei bambini in conflitto e in particolare sulla “generazione perduta” che a causa delle guerre si vede negato il diritto all’educazione. In tutto circa un quarto d’ora: prima l’introduzione nel clima della guerra, poi la vita serena in una classe elementare e all’improvviso il mondo che ti crolla addosso con le conseguenze dell’ospedale e del dolore.

Un forte impatto emotivo è la cifra dell’evento scelto dall’organizzazione nata in Inghilterra cento anni fa per celebrare il suo secolo di vita, nella «speranza di non dovere celebrare un altro centenario», come ha detto Claudio Tesauro, presidente dell’organizzazione in Italia, sollecitando «un grande risveglio di umanità in un mondo di guerra. Per cambiare le cose sono necessarie reti» e ricordando che in Italia Save the children è presente da 20 anni, conta 300 persone di staff ed oltre 2.000 volontari.

«Tutti ricordiamo l’immagine di quel bambino siriano ricoverato in ospedale e coperto di polvere. Bisogna che l’esperienza di queste immagini non sia l’emozione di un momento. Questo è ciò che fa Save the children e l’unica parola da dire loro è grazie», ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla affollata cerimonia. Un minore su 5 al mondo vive in aree di conflitto e almeno 27 milioni di bambini sono sfollati a causa della guerra e hanno più accesso nelle scuole: solo nel 2017 ne sono state bombardate 1.400.

La celebrazione è stata l’occasione per lanciare e presentare il nuovo progetto “Per mano”, una iniziativa per «garantire a mille bambini nati in Italia in condizioni certificate di povertà e disagio psico-sociale il sostegno di cui hanno bisogno fin dal momento della nascita, individuando per ciascuno di loro un percorso di tutela personalizzato per i primi 18 mesi di vita e assicurando supporto e accompagnamento ai loro genitori», ha raccontato il presidente Tesauro.

Save the children è tra le prime organizzazioni italiane in termini di raccolta fondi, con 113 milioni di euro raccolti nel 2018, più del doppio rispetto al 2012, e con i quali ha potuto raggiungere quasi 5 milioni di beneficiari, di cui oltre 3,3 milioni di bambini, sia nel nostro Paese che nel resto del mondo, con i suoi progetti di salute e nutrizione, protezione, educazione, contrasto alla povertà e sicurezza alimentare, promozione di diritti e partecipazione.

E con la celebrazione del centenario è partita anche la campagna di raccolta fondi attraverso il numero solidale 45533 attivo sino al 30 settembre prossimo: «Il sostegno dei privati è la migliore garanzia di indipendenza delle nostre iniziative», ha detto Valerio Neri, direttore generale. Altro momento emozionante della manifestazione è stato quando l’attrice Anna Foglietta ha impersonato la guerra: «La vita, io, la sradico dalla nascita».

 

 

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