Nell’ambito del palinsesto 2020 del Comune di Milano “I talenti delle donne”, il MUDEC presenta due mostre che non potrebbero essere più simili e diverse al tempo stesso.
Dal 7 maggio aprirà al pubblico la retrospettiva “Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà”, in mostra fino al 6 settembre, e subito dopo il testimone passerà all’artista-icona contemporanea tra le più discusse e acclamate della scena artistica mondiale, Zanele Muholi con “Zanele Muholi. A Visual Activist”, dal 28 ottobre fino al 28 febbraio 2021.
Artista, sublime e impegnata, Tina Modotti è una fotografa che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia contemporanea. I suoi celebri scatti compongono le collezioni dei più importanti musei del mondo e la sua fama è planetaria.
Attrice, modella e amante del grande Edward Weston, plasma la sua creatività nel rinascimento artistico messicano post-rivoluzionario, nelle avanguardie estridentiste, nella frequentazione di pittori e poeti: da Frida Kahlo a Diego Rivera, da Pablo Neruda a Rafael Alberti e Pablo Picasso. La sua creatività, espressa nei pochi anni che potrà dedicare alla fotografia, racconta pienamente uno spirito libero e anticonformista che anima il corpo di una bellezza mozzafiato, alla quale lei stessa assegna ben poca importanza. Vivrà negli Stati Uniti, in Messico, in Europa e in Russia. Si impegnerà in prima linea per portare soccorso alle vittime civili di conflitti come la Guerra di Spagna, condividerà la vita di Vittorio Vidali, e al contrario del suo compagno non potrà mai tornare alla sua amata terra natale (Udine) a causa delle sue attività antifasciste e di una morte prematura avvenuta ad appena 46 anni.
Ma è proprio grazie a Vidali, divenuto poi senatore, che negli anni Settanta ha inizio la riscoperta del suo archivio artistico, e con la nascita del Comitato Tina Modotti si avvia la ricostruzione della collezione più esaustiva delle sue opere e dei documenti che riguardano la sua vita avventurosa.
La mostra, curata per Mudec Photo da Biba Giacchetti con il Comitato Tina Modotti di Udine, presenta materiali eccezionali: stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta realizzate a partire dai negativi di Tina resi disponibili da Vidali, lettere, documenti della sorella di Tina e filmati d’epoca.
Un racconto formidabile, per incontrare da vicino uno spirito libero che ha attraversato la miseria e la fama, l’arte e l’impegno sociale, l’ingiustizia persecutoria, ma anche l’ammirazione sconfinata per il pieno e costante rispetto di sé stessa, del suo pensiero, e della sua libertà.

