A distanza d’appena due settimane dal primo esperimento riuscito, la schiera delle paratoie del Mose sono risalite in mattinata per proteggere la Laguna di Venezia. Come era già successo nel primo caso, anche stavolta lo scudo del Mose ha arrestato la crescita della marea.
Grazie all’attivazione del Mose, la marea in città è rimasta stabile tra i 60 e i 65 cm, a fronte degli oltre 130 cm di marea effettiva prevista. Nessuna zona è stata allagata, mentre a Chioggia si è già registrata una marea superiore a causa del forte vento di Bora.
Anche Chioggia, nonostante una marea arrivata fino a 192 cm, è rimasta comunque all’asciutto. Da queste parti ha fatto notizia il meteo avverso per via di un tornado che si è abbattuto su Sottomarina di Chioggia, vedi qui.
Il Mose dimostra quindi di funzionare, ma il funzionamento del Mose non risolve tutti i problemi legati agli elevati costi, alla manutenzione dello scudo e ai problemi di invecchiamento precoce dell’infrastruttura, anche per effetto della formazione di alghe o ruggine sui fianchi delle paratoie.
La sabbia rappresenta poi un problema non da poco, perché si deposita sulle paratoie quando sono a riposo sul fondo del mare e s’infiltra negli alloggiamenti quando le paratoie sono al lavoro. Questo problema è stato rilevato solamente per alcuni elementi delle paratoie a ridosso della spalletta di Punta Sabbioni.
Secondo il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree l’intensità della perturbazione in atto potrebbe dare luogo ad un fenomeno di sessa più intenso di quello atteso. Per venerdì 16 ottobre possibili 130 cm alle ore 11 e si deciderà nelle prime ore del mattino se rialzare la barriera del Mose a protezione di Venezia.

