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Meteo Italia al 28 gennaio: cambia tutto, in Europa e in Italia

Inverno meteo cambiamento.
Inverno meteo cambiamento.

POSSIBILE EVOLUZIONE METEO A 15 GIORNI

Vista la discontinuità dei modelli matematici, destinati a mutare tantissime volte e per di più nell’arco della stessa giornata, dobbiamo procedere a vista. Dobbiamo partire da punti fermi, da elementi barici che

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siano in grado di tracciare una strada meteo climatica la meno tortuosa possibile.

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Per elementi barici, per chi non lo sapesse, intendiamo le Alte e le Basse Pressioni e quando scriviamo che proprio in questi giorni sta avvenendo una ricollocazione europea – ma in realtà possiamo parlare di una ricollocazione emisferica – è perché gli effetti di tale ridistribuzione potrebbero coinvolgere ampie zone del vecchio continente.

Uno dei capi saldi degli ultimi giorni è sicuramente il gelo. Gelo che sta affluendo sull’Europa orientale e che ben presto punterà Grecia e Turchia. Nel contempo l’Alta delle Azzorre avrà raggiunto i settori occidentali e da lì proverà a spingersi verso nord. Manovra, quest’ultima, che potrebbe ripetersi nelle prossime settimane ma la vigoria anticiclonica verrebbe messa in discussione da una rinnovata attività ciclonica atlantica. Su quest’ultimo punto abbiamo qualche dubbio, diciamo che ad oggi l’evoluzione è quanto mai intricata.

IL METEO A BREVE TERMINE

Attualmente stiamo registrando un parziale miglioramento nelle regioni occidentali, mentre su quelle orientali il quadro meteo climatico sta cambiando. L’aria gelida dell’Europa orientale si sta approssimando alle regioni adriatiche e andrà a lambirle, arrecando un sensibile abbassamento delle temperature e una crescente instabilità orografica.

Non mancheranno precipitazioni sparse, che in virtù delle basse temperature potrebbero essere solide – neve – a bassissima quota o comunque a quote collinari. Da monitorare il transito di un vortice ciclonico secondario di matrice nord atlantica, difatti potrebbe complicare ulteriormente la situazione provocando un peggioramento al Centro Sud e tra le due Isole Maggiori, quindi anche sulle tirreniche. I fenomeni, come detto, potranno assumere carattere nevoso a bassa quota e lungo la dorsale appenninica centro meridionale potrebbero essere abbondanti.

La circolazione settentrionale dei venti porterà grandi nevicate sui settori nord dell’arco alpino. Nelle regioni Settentrionali, sottovento rispetto a questo tipo di circolazione, il tempo sarà decisamente migliore per gran parte della seconda parte della settimana.

VERSO I GIORNI PIU’ FREDDI DELL’ANNO

Dobbiamo necessariamente riprendere quanto esposto in apertura perché le incognite riguardanti il lungo periodo potrebbero condurci a varie soluzioni. Il gelo prenderà piede in molte zone d’Europa, dopo i settori orientali dovrebbe infatti spingersi su quelli centro settentrionali. Potrebbe esserci nuovamente una deriva occidentale, che vedrebbe l’aria gelida scorrere verso il Regno Unito e poi in Atlantico. Ciò perché l’Alta Pressione delle Azzorre potrebbe essere in grado, in un primo momento, di imporre un blocco tale da inibire l’attività depressionaria oceanica.

L’altra ipotesi è che il blocco possa formarsi, a quel punto l’aria gelida potrebbe gettarsi sul Mediterraneo coinvolgendo direttamente il nostro Paese. La risposta l’avremo probabilmente tra qualche giorno, ad oggi è ancora prematuro esprimersi in quanto le dinamiche atmosferiche – che hanno portato al quasi tracollo del Vortice Polare – si stanno compiendo proprio in questi giorni.

IN CONCLUSIONE

L’idea è che comunque l’Inverno sia in grado di darci il meglio di sé proprio a cavallo tra l’ultima decade di gennaio e la prima metà di febbraio.

Rammentiamo che le previsioni meteo con validità sino a 5 giorni hanno una maggiore affidabilità, mentre questa decresce man mano che ci allontaniamo nel tempo.

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