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Nella meteo non si smette mai di imparare

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Qualcuno vi avrà detto, quasi sicuramente, che quando si ha a che fare con le previsioni meteo è tutto una farsa. Vi avranno detto che prevedere il tempo è un gioco da ragazzi, che qualunque persone potrebbe sedersi davanti a un pc, aprire un sito internet, dare un’occhiata a qualche mappa e dirvi se pioverà o se ci sarà il sole. Niente di più vero.

Stupiti? Se lo siete tranquilli, fra un po’ vi ricrederete. E’ vero se ritenete che per fare qualsiasi lavoro di questo mondo non occorra alcuna competenza. E’ vero se ritenete che chiunque può fare tutto. Ma non è vero se tenete a mente che stiamo parlando pur sempre di una materia scientifica e in quanto tale v’è necessità di trattarla con la giusta attenzione e con le competenze necessarie.

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Ora probabilmente vi starete domandando, cosa c’è da imparare? Ecco, la risposta è tutta là, nell’attenzione che richiede la meteorologia. Perché tutti potrebbero stilare una previsione, con tutte le risorse gratuite reperibili in rete sarebbe facile, ma non tutti sanno che giornalmente c’è qualcosa da imparare.

I modelli cambiano giornalmente, quel che è valido oggi potrebbe non esserlo domani. Addirittura ciò che è valido oggi potrebbe non esserlo più tra qualche ora. Di esempi, in tal senso, potremmo farvene una marea. Considerate le ondate di maltempo, considerate i vortici di bassa pressione sul Mediterraneo. Quante volte è successo che la traiettoria di un vortice cambiasse all’ultimo minuto provocando un ribaltamento previsionale? Tante, tantissime.

A volte è capitato di sbagliare una previsione proprio a causa dell’imprevedibilità di determinate situazioni. Quindi, a questo punto, vi chiediamo: è cosa facile prevedere il tempo?

Se la risposta è no converrete con noi che nella meteorologia non si smette mai di imparare e non potrebbe essere altrimenti visto e considerato la complessità della materia. Se poi credete il contrario accomodatevi, siamo qui anche e soprattutto per conoscere le vostre opinioni. Ma che siano opinioni, non imposizioni. Che siano critiche costruttive, non distruttive.

Pubblicato da Alessandro Arena

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