Neve a Pasqua? Una storia che si ripete spesso anche ad aprile

La primavera si appresta ad esplodere, ma lo scenario potrebbe cambiare proprio in coincidenza delle festività pasquali con il ritorno del maltempo e forse anche del clima più freddo. L’inverno tardivo è una caratteristica di questo periodo e spesso riguarda anche le festività pasquali.

Nevicate nel periodo di Pasqua, un evento ricorrente

Guardando al passato anche recente, va detto che nella prima parte d’aprile gli improvvisi ritorni di freddo e neve appaiono come eventi meteo decisamente ricorrenti. Basta pensare a ciò che accadde nell’inizio d’aprile del 2003, con gelo e neve tardiva fin sulle coste.

Nell’aprile 2012, aria fredda artica e neve fino in collina caratterizzarono lo scenario meteo fra l’8 ed il 9 aprile, giornate di Pasqua e Pasquetta. Tutto era iniziato già nel corso di Pasqua, con spruzzate di neve fino attorno ai 600-700 metri sull’Appennino Umbro-Marchigiano.

La fase clou avvenne nella notte dell’8 e poi al mattino del 9 aprile, quando la neve ha imbiancò tutto l’entroterra collinare abruzzese e molisano, con accumuli anche cospicui in montagna. I fiocchi scesero fino a quote attorno ai 400 metri, facendosi vedere su Sulmona e imbiancando i rilievi attorno a Teramo.

Pasquetta sotto la neve anche in Puglia e non solo sul Gargano, con un leggero velo fino a San Giovanni Rotondo. Un’imbiancata interesso le zone interne del barese, nell’altopiano delle Murge. Un velo bianco ricoprì poi anche Potenza, in Basilicata, come non accadeva dall’aprile del 2003.

Il Vesuvio (fonte campanialive.it) abbagliante di bianco nelle prime ore mattutine del 9 aprile 2012 (Pasquetta)

La neve sfondò poi clamorosamente sul lato tirrenico: venne ben imbiancato il Vesuvio fino al di sotto degli 800 metri ed è raro vederlo così ad aprile, mentre tutto attorno Napoli e zone del circondario vennero bersagliate dalle grandinate. Fiocchi fin su Avellino ed altri centri dell’Irpinia a 400-500 metri d’altezza.

Sul resto d’Italia fu comunque il freddo protagonista, sebbene fugace. Al primo mattino di Pasquetta gelate si ebbero fino in Pianura Padana. Fra i valori più significativi, citiamo i -0.8°C a Piacenza San Damiano, -0.3°C alla Malpensa, -0.9°C a Ronchi dei Legionari e -2.2°C a Udine Rivolto.

Al Centro Italia fra i valori minimi in assoluto più notevoli, ci furono i -1°C di Pescara, 0.2°C ad Ancona, 0.6°C a Viterbo e +1°C a Latina e Frosinone. Questo del 2012 fu quindi un vero e proprio colpo di coda dell’inverno, con le brinate molto dannose per il periodo.

La Pasqua 2012 passò alla storia in Germania come la più fredda degli ultimi 50 anni, perlomeno fra quelle che capitate in Aprile, secondo i dati dell’Ufficio Meteo Tedesco. Tanta neve ricoprì le Alpi Bavaresi, esaltata dallo stau, ma i fiocchi non mancarono anche su diverse zone pianeggianti.

La neve non risparmiò nemmeno Stoccarda e, con velo significativo, Monaco di Baviera. In Svizzera la neve scese fino a quote basse collinari. I fiocchi bianchi, bagnati, caddero pure su Zurigo e su diverse altre zone, specie della parte orientale.

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