In quest’inizio d’anno la neve ha letteralmente sommerso anche parte della dorsale appenninica, a seguito dei continui impulsi perturbati convogliati da aria fredda in quota. Le correnti occidentali non sono solo fredde, ma anche umide, e quindi foriere di abbondanti precipitazioni.
Tra le zone più colpite dell’Appennino Settentrionale figura di certo la dorsale tosco-emiliana, dove in alcune zone sono caduti due metri di neve fresca già a quote di poco superiori ai 1000 metri, con i fiocchi che a tratti si sono depositati fino alla media collina.
Neve record
Gli accumuli di neve sull’Appennino pistoiese sono arrivati a due metri e 40 centimetri. Restano grossi problemi per la circolazione, mentre in diverse località dell’Abetone alcune famiglie sono rimaste senza corrente per oltre un giorno. La statale del passo dell’Abetone è stata chiusa al traffico.
In Garfagnana, e soprattutto nel comune di Castiglione Garfagnana, le eccezionali nevicate hanno provocato blackout per migliaia di utenze, con la paralisi per diverse attività in quota, soprattutto per quanto concerne gli allevamenti. Le squadre Enel continuano a lavorare senza sosta.
Si tratta di nevicate eccezionali che in queste zone non accadevano da diversi anni. Tornando indietro nel tempo, le ultime nevicate da record furono quelle del gennaio 2017, ma in quel caso ad essere maggiormente colpiti furono i settori appenninici centro-meridionali del versante adriatico.
Tutta questa neve, dopo quella abbondante che si è riversata anche su varie zone alpine, appare davvero beffarda, in virtù del fatto che gli impianti sciistici restano chiusi a causa della restrizioni anti covid e così sarà fino almeno a dopo metà mese.
Nuove nevicate sono in arrivo e cadranno particolarmente abbondanti anche sull’Appennino Centrale. Da rilevare che tantissima neve è caduta anche sui monti laziali, con oltre un metro e mezzo accumulato in alcuni punti sul Monte Livata.

