Le previsioni meteo spaziali si occupano di effettuare previsioni dell’ambiente spaziale attorno alla Terra. Ad occuparsene, ufficialmente per gli Stati Uniti, ma di fatto per tutto il mondo, è lo Space Weather Prediction Center (SWPC), centro servizi della NOAA ubicato a Boulder, in Colorado.

Lo SPWC si occupa di monitorare e prevedere fenomeni solari – come le tempeste solari – e geofisici, che possono influire su attrezzature spaziali e astronauti. Tra le previsioni emesse vi sono anche quelle relative alle aurore.
L’insieme del sistema di monitoraggio e previsione serve a salvaguardare molte attività, anche terrestri, quali i voli di linea, le infrastrutture elettriche, l’attività militare, oltre, naturalmente, alle attività spaziali, quali l’operatività dei satelliti e della Stazione Spaziale Internazionale.
Recentemente, insieme al comunicato d’inizio del nuovo ciclo solare numero 25, la NOAA ha dichiarato che a partire dal 2024 il sistema di monitoraggio e previsioni meteo spaziali verrà sensibilmente migliorato.
Nel 2024, prima del picco dell’attività delle macchie solari del ciclo solare 25 – periodo nel quale è più facile che si possano avere brillamenti o tempeste solari -, la NOAA dovrebbe, infatti, lanciare un nuovo veicolo spaziale dedicato alle previsioni meteorologiche spaziali operative. L’osservatorio Space Weather Follow-On L-1 della NOAA sarà dotato di strumenti che campionano il vento solare, forniranno immagini delle espulsioni di massa coronale e monitoreranno altre attività estreme dal Sole in modo più dettagliato rispetto ad ora.
Anche il lancio del prossimo satellite geostazionario GOES-U della NOAA è previsto nel 2024. GOES-U trasporterà tre strumenti di monitoraggio solare, incluso il primo coronografo compatto, che aiuterà a rilevare le espulsioni di massa coronale.
Grazie a questi nuovi strumenti, le migliori osservazioni del Sole aiuteranno a migliorare le previsioni meteo spaziali.











