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Terrorismo da Covid: basta, non ce la facciamo più

Internet ed i social, pullulano di notizie allarmistiche che si rivelano fake news.
Internet ed i social, pullulano di notizie allarmistiche che si rivelano fake news.

Continua Italia e nel mondo il terrorismo mediatico ispirato da una situazione comunque reale, come è la pandemia in corso, ma che viene amplificato con notizie imposte dai mass-media con titoli fuorvianti.

Gran parte

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della popolazione italiana è consapevole che ci troviamo in una fase estremamente critica, che potrebbe esserci quella che è la seconda ondata dei contagi derivanti dalla pandemia. Questo è un dato di fatto, dimostrato dalle iniziative intraprese dalle autorità competenti per ridurre i contagi.

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Non vogliamo assolutamente sottostimare la gravità della situazione attuale e di ciò che si potrebbe avere nel futuro. Ma è soprattutto quando si vive una fase di grave emergenza come quella in corso, che è necessario da parte dei mass-media evitare titoli giornalistici che danno a intendere decisioni tutte da stabilire ed elaborare dalle autorità competenti, come se fossero cosa fatta.

C’è capitato di leggere di tutto. Soprattutto nella giornata di venerdì, dopo l’ultimo aggiornamento del numero dei contagi, poi oggi, sono apparse notizie che facevano intendere determinate decisioni da parte delle autorità preposte, rivelatisi poi ben diversamente rispetto a ciò che erano solo voci di corridoio.

In una fase così delicata, dove lo stato d’animo di buona parte di noi è posto a dura prova, abbiamo necessità di informazioni cristalline, non terroristiche.

Chi una grave malattia sa di rischiare la vita, ma se il medico non gli dà speranza e fiducia nella terapia, quella persona non reagisce e si lascia andare verso la fine. Abbiamo necessità di un ottimismo equilibrato alla situazione, e non di certo di fake news o presunte tali.

Abbiamo scelto di riparlare di pandemia qui nel magazine essendo un argomento che riguarda tutti noi, di natura scientifica, e così continueremo a farlo, senza fare congetture su ciò che potrebbe decidere il governo italiano. Di certo pubblicando notizie fuorvianti potremmo avere una maggiore audience, ma reputiamo tale scelta editoriale delinquenziale.

Lo ripetiamo, in situazioni delicate come questa è necessario ponderare le parole e la comunicazione.

Abbiamo esternato una riflessione che la politica ha in qualche modo le mani legate in tutte le democrazie nel prendere decisioni impopolari. Ciò non è affatto un male, la democrazia e la libertà sono sacrosante. Siamo noi cittadini a dover sostenere le autorità, con comportamenti corretti perché siamo un paese libero.

Pertanto, anche chi diffonde le notizie dovrebbe evitare di annunciare disastri che poi quando si va al leggere gli articoli dicono ben altro. Si tratta di specchietti per le allodole, in questo caso viene danneggiata l’informazione onesta e trasparente per avere qualche clic in più, o maggiore ascolto in tv o radio, o per divenire famosi.

Inoltre, in una fase delicata come questa, la politica deve smetterla di litigare. Tutte le forze politiche dovrebbero riunirsi in una tavola rotonda per ragionare insieme, perché questa è un’emergenza che interessa tutti, e che va delle ripercussioni del futuro di almeno una generazione di italiani.

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