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Carburanti: stop ai contanti per chi ha partita Iva

Per continuare a beneficiare della detrazione fiscale, imprenditori e liberi professionisti potranno pagare l'acquisto di benzina e olio per l'auto solo con carte di credito, bancomat, assegni e bonifici
Stop ai contanti per il pieno di benzina a chi ha partita Iva

Roma - Stop ai contanti dal benzinaio per poter detrarre le spese. Dal 1° luglio per i titolari di partita Iva scatta l'obbligo di pagamento degli acquisti di carburanti e lubrificanti con le modalità diverse dal contante al fine di poter detrarre l'imposta e dedurre le spese derivanti dall'acquisto. I costi relativi a benzina e diesel infatti diventeranno deducibili solo se sostenuti tramite carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

E non solo. Un provvedimento diffuso dall'Agenzia delle entrate determina gli ulteriori mezzi di pagamento per l'acquisto di carburanti e lubrificanti idonei a consentire la detraibilità Iva e la deducibilità della spesa da parte dell'operatore Iva: oltre alle carte di credito e di debito e prepagate, sono ammessi il bonifico bancario o postale, assegniaddebito diretto in conto corrente, oltre naturalmente alle carte di credito, al bancomat e alle carte prepagate. Per l'acquisto dei carburanti è possibile continuare a utilizzare le cosiddette carte carburanti, cioè quelle carte che vengono rilasciate dalla compagnia petrolifera a seguito di specifici contratti che consentono il pagamento in un momento diverso rispetto alla cessione.

Sono valide anche le carte (ricaricabili o meno) e i buoni, che permettono alle imprese e ai professionisti di acquistare esclusivamente i carburanti e lubrificanti (con medesima aliquota Iva).