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Anche in Italia potranno circolare auto sperimentali a guida autonoma

di Giulio Verde
Il Ministero dei Trasporti ha dato l'ok ai test su strada, ma sempre in assoluta sicurezza. Possono chiedere l'autorizzazione istituti universitari, enti pubblici e privati di ricerca, costruttori del veicolo con tecnologie di guida automatica
guida autonoma
Un segnale che indica la presenza di auto a guida autonoma in Germania (Ipa)

Ora si può. Il Ministero dei Trasporti ha autorizzato le sperimentazioni su strada di veicoli a guida automatica. E con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, previsto dalla Legge di Bilancio 2018, c'è anche il via libera alle cosiddette "smart road", ossia le strade e le autostrade digitalizzate e provviste di innovativi sistemi di assistenza alla guida. I test verranno effettuati "in condizioni di assoluta sicurezza".

Oltre alla sperimentazione su strada dei veicoli automatici, il decreto disegna anche il percorso verso la sperimentazione degli innovativi sistemi di assistenza alla guida sulle nuove infrastrutture connesse, spiega la nota. La legge prevede che, da oggi, il ministero possa autorizzare, su richiesta e dopo specifica istruttoria, la sperimentazione di veicoli a guida automatica su alcuni tratti di strada, secondo specifiche modalità e controlli durante la sperimentazione, con lo scopo di assicurare che si svolga in condizioni di assoluta sicurezza. Possono chiedere l'autorizzazione istituti universitari, enti pubblici e privati di ricerca, costruttori del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica.

La legge introduce poi standard comuni per strade più connesse e sicure: vengono infatti scanditi interventi, tempi e tipi di strade interessate, spiega la nota. Innanzitutto, la legge individua gli standard funzionali per realizzare strade più connesse e sicure che, grazie alle nuove tecnologie introdotte nelle infrastrutture stradali, possano dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli, per fornire in tempo reale informazioni su traffico, incidenti, condizioni meteo, fino alle notizie turistiche. Riguarderanno le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione oppure oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase, entro il 2025, si interviene sulle infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T, Trans European Network - Transport, e su tutta la rete autostradale e statale. Progressivamente, i servizi saranno estesi a tutta la rete dello Sistema nazionale integrato dei trasporti, come individuata dall'allegato al Def 2017 "Connettere l'Italia".

Entro il 2030, saranno attivati ulteriori servizi: deviazione dei flussi, intervento sulle velocità medie per evitare congestioni, suggerimento di traiettorie, gestione dinamica degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento, anche elettrico. È prevista anche l'installazione di dispositivi per il monitoraggio strutturale della staticità delle opere stradali. Gli interventi per la trasformazione in smart road sono stati identificati dopo un confronto con il settore - precisa la nota - e tenendo conto di quanto già realizzato da alcune concessionarie autostradali e da Anas. I costi degli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell'infrastruttura. È prevista infine l'istituzione di un Osservatorio Smart Road presso il Mit.