Nei primi otto mesi del 2019 risultano in calo in Italia le vendite di auto diesel del 25% e a metano del 27%, mentre sono in crescita le vendite di auto a benzina (+27%), gpl (+7%), elettriche (+111%) e ibride (+26%).
    Lo rileva l’Anfia in un Focus sul mercato italiano. L’ecobonus – spiega l’associazione – ha mantenuto il trend di crescita delle auto elettriche (Bev) del 2018, anche se, secondo Fitch Solutions, le sovvenzioni da sole non guideranno la domanda poiché le infrastrutture di ricarica nel nostro Paese restano insufficienti perché siano capillari per un paese esteso come l’Italia, condizione necessaria per una diffusione in larga scala delle auto a batteria.
    L’Italia ha introdotto gli incentivi Ev piuttosto tardi rispetto agli altri grandi paesi europei, il che significa – fa notare l’Anfia – che la crescita delle vendite sarà inferiore alla media europea. Il Governo ha stanziato fondi per finanziare gli incentivi per 60 milioni di euro nel 2019, che salgono a 70 milioni di euro per gli anni 2020 e 2021. Gli incentivi si applicano agli acquisti di veicoli a batteria-elettrico (Bev) e ibridi plug-in (Phev) che emettono meno di 70 g/km di CO2 per un prezzo di acquisto non superiore a 50.000 euro (escluso Iva). Il sussidio fino a 4.000 euro per l’acquisto di un Bev e 1.500 euro per un Phev è completato da un sussidio aggiuntivo per la demolizione di un veicolo più vecchio, portando il sussidio Bev a 6.000 euro e il sussidio Phev fino a 2.500 euro. Se l’intero budget di 60 milioni di euro dovesse esaurirsi prima della fine dell’anno, probabilmente le vendite di auto con incentivo sarà posticipato nel 2020, quando saranno disponibili le nuove risorse. Con l’introduzione dell’ecobonus la quota di privati è il 31% del comparto delle ricaricabili vendute nei primi otto mesi del 2019 (era il 18% a gennaio-agosto 2018).
   

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