
ROMA – Si chiamano LED Digital Matrix e sono l’ultima frontiera che Audi ha attraversato in fatto di illuminazione. Portati al debutto dal modello e-tron, fanno coppia con i gruppi ottici posteriori OLED a elevata digitalizzazione, appannaggio della Q5. Non è solo un modo per rischiarare la strada, ma è una firma luminosa distintiva, anche per le funzioni Coming home e Leaving home, per lo sbloccaggio delle portiere e per l’uscita dall’auto.
Ma l’evoluzione dell’illuminazione non è avvenuta per caso, o per lo meno non in poco tempo. Il passaggio dalle vecchie luci alogene ai fari allo Xenon, fino alla tecnologia a LED, ha richiesto quasi vent’anni. Facciamo allora un salto nel tempo. Già nel 2003, l’ammiraglia A8 poteva contare sul sistema adaptive light, in grado di adattare il fascio luminoso in funzione dei diversi contesti di marcia, mentre è dal 2010 che il riconoscimento dei veicoli avviene mediante una telecamera. Nel 2012 la casa di Ingolstadt ha riaffermato il proprio primato tecnologico grazie alla sua supercar R8, dotata degli indicatori di direzione dinamici che favoriscono la percezione dei cambi di direzione, a vantaggio della sicurezza. L’anno successivo per la prima volta una vettura di grande serie viene dotata dei proiettori a LED Matrix, in grado di gestire adattivamente il fascio luminoso grazie all’interazione con un sistema di telecamere. Un’innovazione che scongiura l’abbagliamento degli altri veicoli permettendo la gestione del cono di luce e la commutazione automatica tra abbaglianti e anabbaglianti. Nemmeno un anno più tardi un ulteriore passo avanti: i LED alla tecnologia laser. Portati al debutto nel 2014 in ambito racing dalla Audi R18 TDI a Le Mans e in ambito stradale dalla R8 LMX, i proiettori a LED Matrix sono oggi disponibili per un’ampia gamma di modelli: dalla R8 all’ammiraglia A8, dal SUV full size Q7 alla coupé a cinque porte A7 Sportback passando per la rinnovata gamma A5 e per le icone sportive RS 6 Avant e RS 7 Sportback.
Ma anche i gruppi ottici posteriori sono stati oggetto di continui sviluppi. Nel 2011 i LED hanno donato alla A6 un’omogeneità visiva di riferimento: le luci di stop realizzate mediante diodi attirano maggiormente l’attenzione e si attivano due centesimi di secondo più velocemente rispetto alle lampade a incandescenza. A 100 orari, lo spazio di frenata di un veicolo che segue può ridursi sino a sei metri grazie alla superiore reattività indotta nel conducente. Nel 2012 la casa dei quattro anelli introdusse a bordo della R8 gli indicatori di direzione dinamici, in grado di favorire la percezione dell’imminente cambio di direzione, specie di notte e a lunga distanza. Ma la svolta più rilevante, parlando di gruppi ottici posteriori, è avvenuta nel 2016 con l’introduzione della tecnologia OLED a bordo della TT RS. Si tratta di diodi a emissione di luce organici particolarmente efficienti, che generano un’illuminazione eccezionalmente ampia e omogenea, tanto da non richiedere riflettori. Nel 2020 Audi è stato il primo costruttore al mondo a dedicare quest’innovativa tecnologia a un modello di grande serie come la Q5. Una prima assoluta per la gamma media.
Ma l’evoluzione dell’illuminazione non è avvenuta per caso, o per lo meno non in poco tempo. Il passaggio dalle vecchie luci alogene ai fari allo Xenon, fino alla tecnologia a LED, ha richiesto quasi vent’anni. Facciamo allora un salto nel tempo. Già nel 2003, l’ammiraglia A8 poteva contare sul sistema adaptive light, in grado di adattare il fascio luminoso in funzione dei diversi contesti di marcia, mentre è dal 2010 che il riconoscimento dei veicoli avviene mediante una telecamera. Nel 2012 la casa di Ingolstadt ha riaffermato il proprio primato tecnologico grazie alla sua supercar R8, dotata degli indicatori di direzione dinamici che favoriscono la percezione dei cambi di direzione, a vantaggio della sicurezza. L’anno successivo per la prima volta una vettura di grande serie viene dotata dei proiettori a LED Matrix, in grado di gestire adattivamente il fascio luminoso grazie all’interazione con un sistema di telecamere. Un’innovazione che scongiura l’abbagliamento degli altri veicoli permettendo la gestione del cono di luce e la commutazione automatica tra abbaglianti e anabbaglianti. Nemmeno un anno più tardi un ulteriore passo avanti: i LED alla tecnologia laser. Portati al debutto nel 2014 in ambito racing dalla Audi R18 TDI a Le Mans e in ambito stradale dalla R8 LMX, i proiettori a LED Matrix sono oggi disponibili per un’ampia gamma di modelli: dalla R8 all’ammiraglia A8, dal SUV full size Q7 alla coupé a cinque porte A7 Sportback passando per la rinnovata gamma A5 e per le icone sportive RS 6 Avant e RS 7 Sportback.
Ma anche i gruppi ottici posteriori sono stati oggetto di continui sviluppi. Nel 2011 i LED hanno donato alla A6 un’omogeneità visiva di riferimento: le luci di stop realizzate mediante diodi attirano maggiormente l’attenzione e si attivano due centesimi di secondo più velocemente rispetto alle lampade a incandescenza. A 100 orari, lo spazio di frenata di un veicolo che segue può ridursi sino a sei metri grazie alla superiore reattività indotta nel conducente. Nel 2012 la casa dei quattro anelli introdusse a bordo della R8 gli indicatori di direzione dinamici, in grado di favorire la percezione dell’imminente cambio di direzione, specie di notte e a lunga distanza. Ma la svolta più rilevante, parlando di gruppi ottici posteriori, è avvenuta nel 2016 con l’introduzione della tecnologia OLED a bordo della TT RS. Si tratta di diodi a emissione di luce organici particolarmente efficienti, che generano un’illuminazione eccezionalmente ampia e omogenea, tanto da non richiedere riflettori. Nel 2020 Audi è stato il primo costruttore al mondo a dedicare quest’innovativa tecnologia a un modello di grande serie come la Q5. Una prima assoluta per la gamma media.
Fonte www.repubblica.it











