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Auto: a febbraio immatricolazioni in calo del 2,42%

Sono ancora in calo le vendite di auto in Italia. A febbraio sono state immatricolate 177.825 vetture con una flessione del 2,42% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nei primi due mesi dell’anno – secondo i dati del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture – le immatricolazioni sono 343.010, il 4,87% in meno dello stesso periodo del 2018.

Fca, -8% vendite a febbraio, quota al 24,8%

Il gruppo Fca ha immatricolato a febbraio 44.189 auto, l’8% in meno dello stesso mese del 2018. La quota è in calo dal 26,36 al 24,85%. Nei primi due mesi dell’anno Fca ha venduto 83.995 vetture, con una flessione del 14,98% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. La quota è pari al 24,49% a fronte del 27,4%.

Fca, pesa su mercato incertezza ecotassa

“A influire parzialmente sulle vendite è stata anche l’incertezza generata dall’imminente introduzione della cosiddetta “ecotassa bonus/malus”, in vigore da oggi”. Lo afferma Fca, in una nota, nella quale spiega che il gruppo ha registrato un forte incremento nelle vendite ai clienti privati (+45% rispetto all’anno scorso). Jeep è leader dei suv, con il 13,6%, di quota nel segmento, pari al 5,3% del mercato totale, con oltre 9.400 registrazioni (+37,6%). In crescita tutta la gamma: Renegade (+10%), Compass (+49%, leader di segmento), Cherokee (+334%), Grand Cherokee (+159%) e Wrangler (+600%). Positiva anche Lancia, in crescita del 38,9%, con una quota del 3,3% e Ypsilon leader di segmento Il brand Fiat cresce rispetto al mese scorso, con un trend estremamente positivo sul mercato privati (+53%): insieme con la Panda – la più venduta in assoluto – sono prime nelle rispettive categorie le Fiat 500L, Tipo e Qubo Alfa Romeo Stelvio è la vettura più venduta nel 2019 nel suo segmento, con quota dell’11,4% Tre vetture Fca sono al vertice della classifica delle più vendute del mese: Panda, Ypsilon e Compass, alle quali si aggiungono 500X e Renegade nella top ten.

Quagliano (Centro Studi Promotor), calo nonostante corsa per evitare ecotassa

“Dopo il calo del 7,6% registrato a gennaio, il dato di febbraio indurrebbe a pensare che vi sia stato un miglioramento. Non è così perché sulle immatricolazioni ha influito un forte elemento di turbativa: l’entrata in vigore dell’ecotassa sulle auto”. Lo afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, secondo il quale al netto dell’effetto di questo elemento di distorsione “il calo sarebbe stato probabilmente superiore a quello registrato in gennaio”. “La situazione del mercato italiano dell’auto, dopo il calo del 3,1% del 2018 – spiega Quagliano – si conferma difficile, soprattutto perché la propensione all’acquisto risente dell’aggravarsi della situazione economica del Paese. E’ vero che il Governo ha adottato anche incentivi per l’acquisto di auto verdi, ma considerate le dimensioni dello stanziamento (60 milioni per il 2019), secondo i calcoli del Centro Studi Promotor, da oggi al 31 dicembre gli incentivi possono riguardare da 10.000 a un massimo di 40.000 vetture: qualcosa di più di una goccia nel mare, se si considera che l’anno scorso le immatricolazioni in Italia furono 1.910.000”. Dall’inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor a fine febbraio emergono giudizi negativi sull’azione del Governo. I concessionari che indicano come un importante fattore di freno del mercato auto la politica governativa passano dal 31% del febbraio 2018 al 59%. Aumenta dal 31 al 46% la percentuale di chi si attende una domanda di auto in calo nei prossimi mesi. La maggioranza pensa che il mercato si manterrà stabile sui livelli attuali che, al netto delle distorsioni di febbraio, sono inferiori a quelli del 2018 del 6-7%.

Unrae, bonus-malus misura inefficace e penalizzante

“Visti gli effetti sul mercato ribadiamo ancora una volta l’inefficacia di una misura improduttiva per la riduzione dell’inquinamento, considerato che l’Ecotassa si applica sulle emissioni di CO2 che non sono inquinanti, ma climalteranti, e oltretutto su veicoli di ultima generazione dotati delle migliori e più innovative tecnologie anche per quanto riguarda la riduzione delle emissioni nocive”. Lo afferma Michele Crisci, presidente dell’Unrae. “Se a questo – prosegue Crisci – aggiungiamo quanto recentemente diffuso dall’Ispra, che ha scientificamente provato che il contributo all’inquinamento del comparto delle autovetture e dei motoveicoli è pari a solo il 9%, percentuale che comprende anche le circa 13 milioni di vetture ante Euro 4, se ne ricava che l’attuale formulazione dell’Ecotassa non ha alcun senso. L’Unrae, unitamente agli operatori della filiera chiede, pertanto, un confronto urgente con il Governo per delineare una strategia concreta al fine di conseguire soluzioni utili all’economia del settore automotive, all’ambiente e all’ecosistema produttivo. In tal senso, non possiamo che apprezzare e condividere le dichiarazioni di oggi del Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Vannia Gava, della Lega, con la quale abbiamo avuto modo di confrontarci in modo diretto e proficuo la scorsa settimana e che, esattamente come noi, ritiene fondamentale favorire la sostituzione di vecchie auto ante Euro 4, realizzando nel contempo le infrastrutture così da rendere organica l’azione di abbattimento delle emissioni”.

Anfia, mese all’insegna dell’incertezza e dell’attesa

“È un mese all’insegna dell’incertezza e dell’attesa per via dell’annunciato bonus-malus che entra in vigore oggi. L’effetto attesa ha prodotto, dal mese di dicembre, un rallentamento della crescita delle vetture a basse emissioni auto elettriche, ibride plug-in ed extended-range, interessate dal bonus, a febbraio in crescita dello 0,2% (dopo un dicembre a +27% e un gennaio a +4%), contro i rialzi mensili a doppia e tripla cifra registrati nel 2018″. E’ il commento di Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia. ” “L’effetto annuncio, invece, ha probabilmente influito sulla crescita di alcuni segmenti di vetture colpiti dal malus, come Suv medi e grandi (+18% e +43%, rispettivamente, a febbraio), anticipandone gli acquisti. Nonostante si senta dire che l’Ecotassa tocca le vetture più inquinanti, in realtà il provvedimento riguarda le auto nuove di ultima generazione (Euro 6) che hanno emissioni di gran lunga inferiori ai 14,7 milioni di vetture ante Euro 4 circolanti in Italia. La misura si basa infatti sulle emissioni di CO2, un gas non propriamente inquinante ma climalterante. A oggi, inoltre, continuano a permanere notevoli criticità sulle modalità operative per l’effettiva attuazione del provvedimento. L’Agenzia delle Entrate non ha risolto tutti i problemi e il decreto interministeriale per gli incentivi non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tutto questo mette in difficoltà gli operatori commerciali e aggiunge ulteriore incertezza per i consumatori. Ribadiamo quindi la nostra disponibilità ad un confronto con le Istituzioni per poter disporre di un quadro normativo e regolatorio chiaro”.

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