
ROMA – “La carica del 102” è il nome dell’ultimo sondaggio promosso dall’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand e da Fleet Magazine che evidenzia come l’atteggiamento delle imprese verso la mobilità elettrica resti ancora in “prudente attesa”. La ricerca ha evidenziato la crescita della propensione tra i fleet manager, come pure la percentuale dei veicoli elettrici nelle flotte ma restano ostacoli pratici e culturali, che ne impediscono l’adozione su larga scala. Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 102 aziende di varie dimensioni (grandi, medie, pmi) e di diversi settori merceologici, per un parco totale gestito di 118.439 veicoli, di cui 106.654 a noleggio e 3.612 unità elettriche.
Nel precedente studio eseguito nel 2019, sempre a cura dell’Osservatorio, l’e-mobility era ancora agli albori mentre oggi è diventata realtà, anche se non mancano vari ostacoli da superare. Nelle flotte il diesel mantiene la leadership, la benzina resta sempre preferita negli spostamenti in ambito urbano e sui segmenti più piccoli, ma ibrido ed elettrico stanno guadagnando terreno. Il dato di spicco messo in luce dalla studio è che nelle flotte il 57% dei veicoli aziendali percorre meno di 100 km al giorno, una percorrenza che i veicoli elettrici coprono senza problemi rappresentando una soluzione ampiamente praticabile immediatamente.
La scelta dell’elettrico viene effettuata per motivi di responsabilità sociale d’impresa (quasi il 50% del campione), per ridurre la media di emissioni del proprio parco (44%), e per beneficiare delle agevolazioni nella circolazione (37%). Incidono poi positivamente anche l’incremento dell’autonomia (18%), gli incentivi governativi (16%) e i vantaggi fiscali, come l’esenzione dal bollo (16%). Cresce anche il raggio di azione delle auto elettriche e nel 55% dei casi sono impiegate anche in ambito extraurbano seppure con percorrenze al di sotto dei 100 km, poiché solo il 7% dei fleet manager ha dichiarato che sono stati effettuati viaggi sopra i 200 km, la maggior parte (65%) non ha superato i 120 km.
Da segnalare poi che la maggior parte dei gestori delle flotte ha dichiarato che la percentuale di loro colleghi disposti a passare all’elettrico non supera il 10% a causa della scarsa diffusione dei punti di ricarica, tempi di rifornimento troppo lunghi, oltre al fattore culturale, con una forte ritrosia da parte di molti utilizzatori a cambiare abitudini, insieme a una scarsa conoscenza della motorizzazione elettrica. Insomma il cambiamento è in atto ma avviene più lentamente rispetto all’ibrido: 55 intervistati su 102 hanno dichiarato che non incrementeranno la quota delle elettriche nelle loro flotte.
Nonostante ciò, la previsione di inserimento delle vetture elettriche nei parchi auto nei prossimi 12 mesi indicata dagli intervistati dovrebbe raggiungere le 4.440 unita anche se con variazioni significative da azienda ad azienda e molto dipenderà dalla vantaggiosità dei canoni e dalla consulenza da parte delle società di noleggio.
Fonte www.repubblica.it











