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Auto: forse la ‘grande’ India salverà l’industria del diesel

(ANSA) – ROMA, 21 MAG – Potrebbe essere l’India, con la continua crescita del suo mercato (diventerà il terzo più grande al mondo entro il 2021) a far uscire il diesel da una crisi che, oltre a danneggiare gli sforzi per abbassare la CO2 immessa nell’aria, potrebbe creare non pochi problemi di occupazione in Europa, Italia compresa. Uno studio diffuso in questi giorni a New Delhi, in vista dell’entrata in vigore delle future norme sulle emissioni BS-VI (equivalenti al nostro Euro 6, scatteranno il primo aprile 2020), ha infatti analizzato le prospettive di mutamento del mercato delle auto, dei suv e dei veicoli commerciali leggeri in India. La conclusione a cui è giunto lo studio è rassicurante per lo sviluppo delle motorizzazioni a gasolio e il mantenimento di quote che – in rapporto alla crescita numerica delle vendite prevista per i prossimi decenni – saranno sicuramente la risposta, a livello globale, a chi ipotizzava una rapida scomparsa del diesel dal sistema industriale automotive. Anche nel post BS-VI, cioè dopo l’aprile del prossimo anno – affermano gli analisti di Icra Limited – il gasolio continuerà a dominare nei suv, nei multiutility e perfino nelle vetture sportive, mentre scenderà nella fascia bassa. ”l’introduzione del motore BS-VI in un modello diesel esistente, comporterà certamente un costo aggiuntivo che sarà però assorbito da adeguati volumi di vendita – ha dichiarato Rajeev Chaba, presidente di MG Motor India – ma in ogni caso MG si impegna a fornire l’opzione diesel ai propri clienti nel 2020 e oltre”. Dello stesso parere anche Tata che, come MG-SAIC, si approvvigiona di unità a gasolio di ultima generazione da FCA.

Per il nuovo suv Tata Harrier, ad esempio, è stato scelto lo stesso 4 cilindri 2.0 Multijet 2, che viene prodotto su licenza in India, e che si trova sotto al cofano della Jeep Compass.

”Le applicazioni che richiedono prestazioni di coppia più elevate continueranno a vedere il dominio dei motori diesel – ha commentato Rahul Mishra, preside di AT Kearney – anche se i motori a benzina stanno lentamente recuperando con l’iniezione diretta e il turbo per migliorare la coppia dei motori a benzina. Inoltre le prossime tecnologie diesel saranno più pulite e quindi potrebbero trovare una ulteriore rilevanza”. La tendenza evidenziata dagli esperti e dagli analisti in India è dunque chiara: anche nel dopo BS-VI diminuirà la convenienza ad utilizzare motori diesel di piccola cilindrata e crescerà in alcuni settori di grande importanza in quel mercato – come quello dei taxi – la diffusione delle motorizzazioni a metano, economiche e rispettose dell’ambiente. ”Il livello di pareggio per rendere conveniente un’auto diesel è già aumentato negli ultimi due anni e aumenterà ulteriormente nel dopo BS-VI – ha affermato a Times of India Ashish Modani, vice presidente e co-head corporate ratings di Icra Limited – e si posizionerà oltre gli attuali 15mila km all’anno”. (ANSA)

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