Prima Pagina>Motori>Ayrton Senna, la storia del grande pilota attraverso le sue auto
Motori Uomini e Donne Storie

Ayrton Senna, la storia del grande pilota attraverso le sue auto

Erano le 18 e 40 del primo maggio 1994 e il mondo delle competizioni automobilistiche perse – dopo un tragico incidente al GP di San Marino – uno dei più grandi piloti nella storia della Formula 1, il brasiliano Ayrton Senna.

A 25 anni di distanza lo vogliamo ricordare, però, non raccontando le sue imprese sportive (Campione del Mondo di F1 nel 1988, 1990 e nel 1991) ma descrivendo – attraverso numerose immagini che spaziano dal 1963 al 1993 – la passione di Ayrton per la velocità, per i motori e per le quattro ruote. Nel suo ‘album’ dei ricordi si scopre un Ayrton bambino che guida un rudimentale kart a pedali, fotografato accanto ad una imponente Alfa Romeo FNM (Fàbrica Nacional de Motores) probabilmente del padre Milton Da Silva e, un anno più tardi, il piccolo Senna che siede orgogliosamente al volante di una Jeep giocattolo.

Molte immagini raccontano della sua formazione agonistica sui kart, grande scuola per campioni, che vide Ayrton primeggiare fin da piccolo. Arrivato all’età della patente Senna acquista un’Alfa – che è stata la sua prima auto – ma si diverte in pista anche con le Ford. Lo vediamo nell’album dei ricordi prestare la sua immagine per una pubblicità promozionale della Ford. Ma Senna come automobilista resta soprattutto legato alla Honda, la Casa automobilistica che – fornendo i motori alla McLaren – gli ha permesso di primeggiare in F1.

Scopriamo Ayrton si fa fotografare davanti ad una fiammante NSX (l’anti Ferrari voluta dai giapponesi) in una posa che ricorda i fumetti del pilota-eroe Michel Vaillant dedicati alle corse automobilistiche. E ancora mentre lava la sua NSX o mentre guida allegramente una delle due berlinette Honda a sua disposizione.

Ayrton ne aveva iuna rossa che restava nel garage della sue villa nell’Algarve, e un’altra di colore nero che era in custodia a Sintra (a nord di Lisbona) nella proprietà dell’amico manager Antonio Carlos de Almeida Braga. Proprio questo esemplare, che dopo la scomparsa del pilota era rimasta nel box per due anni, è entrato recentemente nel ‘giro’ delle aste di vetture da collezione, con un lungo periodo (17 anni, tra il 1997 e il 2014) nelle mani di un unico proprietario.

Rispondi