Nubi nere, anzi no, sul futuro del Campionato Mondiale Rally (WRC) che per l’incombente crisi che sta vivendo tutta l’industria automobilistica potrebbe vedere una schiarita nelle rispettive pretese da parte dei team e della FIA, la federazione internazionale dell’automobile che detta le regole dello sport motoristico, Formula Uno e WRC compresi. L’entrata in vigore del nuovo regolamento era stato già fissata per la stagione 2022 e con gli irrinunciabili tagli ai budget che verranno operati già da quest’anno è indispensabile che costruttori e legislatori si trovino d’accordo su norme capaci di rivitalizzare la serie (sono rimasti solo 3 team ufficiali) e soprattutto di ridurre costi che attualmente sono astronomici. Per l’edizione 2022 del WRC – scrive il magazine britannico Autocar – le auto diventeranno più economiche, meno ‘spinte’ ma altrettanto veloci e i loro propulsori avranno un elemento ibrido obbligatorio. Secondo indiscrezioni riportate dal sito specializzato dirtfish.com, uno degli obiettivi primari del regolamento è scendere dal prezzo medio di una delle attuali vetture ufficiali del WRC, 1 milione di euro, a circa 600-500mila euro, fattore che aiuterebbe le Case a rientrare nella serie, ma anche ad abbassare il prezzo di un singolo motore dai 150mila euro di una R1 avvicinandolo ai 30mila di una R5 (o WRC2) cioè di una entry level per il Campionato. La base delle attuali regole del WRC – ricorda Autocar – è stata introdotta nella stagione 1997, consentendo ai produttori che non avevano in gamma un modello turbo a quattro ruote motrici di competere egualmente con i ‘grandi’. I regolamenti del 2022 portano questo concetto un passo avanti. Non solo i produttori dovrebbero essere in grado di prendere una scocca standard e di trasformarla in una R1, ma avranno anche la possibilità di montare un corpo ad hoc – che riprenda il look di un modello noto – e montarlo su un telaio ‘spaceframe’ se vogliono usare un auto che non si adatta alle dimensioni richieste dal regolamento. E’ un po’ quello che accade nel mondo Rally Raid, dove dei telai buggy specifici vengono adattati a carrozzerie che riprendono le sembianze di modelli di serie, che nulla hanno a che fare con lo sport. Autocar azzarda anche l’ipotesi, grazie a questa opportunità regolamentare per il 2022, di vedere nel WRC un Lamborghini Urus adattato ai rally. Altre grandi novità, in linea con il desiderio di contenere i costi, dovrebbero essere una cellula di sicurezza comune, progettata assieme alla FIA (pavimento abitacolo, roll-bar, sedili e altri sistemi di contenimento e protezione) per evitare di omologare singole cellule per ogni auto e, soprattutto il kit ibrido.

La FIA ha ricevuto richieste molto chiare da tutti gli attuali produttori per introdurre una forma di elettrificazione – ritenuta condizione ‘sine qua non’ per continuare a partecipare alla serie – nelle vetture che correranno il WRC del 2022. Inizialmente questo sistema ibrido sarà uguale per tutti, in vista di una possibile personalizzazione da introdurre nel prossimo ciclo di regolamenti WRC previsti per il 2025. L’idea è che dal 2022 le auto del WRC utilizzino l’energia elettrica per muoversi a bassa velocità, cioè nei parchi di assistenza e nei tratti stradali urbani (situazioni davvero avverse per gli attuali motori) e avere la possibilità aggiungere la potenza fornita dalla batteria (100 kW) in apposite ‘speed zone’ delle prove speciali, e dove la sicurezza del tracciato sia tale da permetterne lo sfruttamento.

Rispondi