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Con Garmisch a Villa d’Este Bmw celebra carrozzeria italiana

Fin dagli albori del marchio, Bmw è stata sempre ispirata e influenzata dalla cultura italiana del design e della carrozzeria. Dalla 328 Mille Miglia in alluminio leggero creata dalla Carrozzeria Touring alla fine degli Anni ’30 alla M1 a forma di cuneo progettata (e costruita in piccola serie) da Giorgetto Giugiaro, senza dimenticare la più recente concept Mini Superleggera Vision realizzata da Touring e presentata a Villa d’Este nel 2014.

In occasione dell’edizione 2019 del celebre Concorso d’Eleganza Bmw rende omaggio al mondo della ‘carrozzeria’ italiana e ai grandi creativi italiani. Lo fa in un modo inconsueto, compiendo un vero balzo all’indietro per riaccendere i riflettori sulla coupé Garmisch disegnata da Marcello Gandini per Bertone – una concept car presentata al Salone di Ginevra del 1970 – che era letteralmente scomparsa dalla scena dopo l’evento. Ora l’elegante berlina quattro porte è stata ricostruita con assoluta fedeltà rispetto alla vettura originale.

Garmisch II è anche una vetrina della competenza di Bmw nella ricerca di design e nella costruzione di prototipi. Poiché i documenti originali non erano sufficienti, il team convocato dal Bmw Group Design e da Bmw Classic ha dovuto rintracciare ogni dettaglio degli esterni e degli interni della vettura da una piccola selezione di immagini d’epoca, la maggior parte delle quali in bianco e nero. Lo stesso Gandini ha contribuito a questa ricerca consentendo di riconfigurare dettagli chiave come il colore esterno – champagne metallizzato – e materiali interni e rivestimenti ”Marcello Gandini per me è uno dei grandi maestri del design automobilistico e le sue auto sono sempre state un’importante fonte di ispirazione per il mio lavoro – ha detto ieri Adrian van Hooydonk, senior vicepresident di Bmw Group Design durante il vernissage di Garmisch II – è sono stato incuriosito dalla Garmisch da quando alcuni anni fa ho scoperto una sua foto sbiadita dal tempo. Costruirla per la seconda volta ci ha dato l’opportunità di rendere omaggio a Gandini, richiamare una delle sue auto meno conosciute ed evidenziare l’influenza stilistica di Bertone sull’evoluzione del design della nostra marca. Per me, solo questo è stato un motivo sufficiente per portare avanti questo progetto, colmare le lacune e completare la storia di Bmw”. Lo stesso Marcello Gandini (classe 1938) che ha condiviso con van Hooydonk l’emozione del reveal di Garmisch nei giardini del Grand Hotel Villa d’Este, ha raccontato la storia di questa vettura, sviluppata da Bertone come una proposta di design indipendente volta a dimostrare la creatività dello studio.

”L’idea originale era venuta allo stesso Nuccio Bertone che voleva consolidare il nostro rapporto esistente con Bmw – ha detto Gandini – progettando una show car a sorpresa per il Salone di Ginevra. Volevamo creare una coupé di medie dimensioni moderna che fosse fedele al linguaggio di design di Bmw, ma anche più dinamica e un po’ provocatoria”. Nella ricostruzione di questa coupé gli esperti di Bmw Design e un team di artigiani qualificati a Torino hanno seguito fedelmente il progetto originale, aggiungendo la qualità resa oggi possibile – a quasi 50 anni di distanza – dai moderni materiali e dalle più avanzate tecnologie impiegate nel disegno 3D e nella moderazione. Garmisch II ripropone tutta la pulizia e l’eleganza del profilo laterale e, soprattutto, la caratteristica più distintiva e audace, cioè il frontale verticale con la mascherina spigolosa a forma di doppio rene, fiancheggiata da fari quadrati carenati da elementi trasparenti.

Altri dettagli inusuali erano le griglie sui montanti C e la grigliatura a nido d’ape per il lunotto, un elemento distintivo dello stile di Marcello Gandini.

La ricostruzione non ha tralasciato nessun dettaglio nemmeno negli interni. Ne sono un esempio l’autoradio montata nell’inusuale posizione verticale sulla console centrale, il lussuoso specchio pieghevole per il passeggero e un armonico mix di colori e materiali di qualità. Gandini ha ricordato che anche il nome della vettura è stato scelto per impressionare: ”Avevamo scelto il nome Garmisch perché lo sci era molto popolare in Italia in quel periodo ed evocare così sogni di sport invernali ed eleganza alpina”. Bertone e Gandini, va ricordato, avevano lavorato alla prima generazione della Serie 5, creata sotto la guida dell’allora capo del design Bmw, Paul Bracq, un modello del 1972 in cui si ritrovano molti stilemi evidenziati proprio in Garmisch.

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