Davvero originale, e molto ‘natalizia’, l’idea di un giornalista inglese appassionato della iconica Mini che per celebrare i 60 anni dal lancio della prima generazione – quella inventata e disegnata da Alec Issigonis – sta programmando un viaggio di 3.527 km per andare da Londra a Izimir (Smirne) in Turchia, che non è soltanto la città dove è nato Issigonis – che essendo di origine greca dovette però espatriare con i genitori nel 1922 verso Malta – ma è anche il luogo che ha visto nel 270 DC la nascita di San Nicola alias, secondo la tradizione, Babbo Natale (https://www.youtube.com/watch?v=2Q9R816sgN8&feature=emb_logo).

Come riporta il magazine britannico Autocar per l’avventura è stata scelta una versione particolare della Mini – una Innocenti 90 SL del 1977 – che ha caratteristiche generali più adatte ad un lungo viaggio, sia per il confort generale della vettura, sia per la maggiore spaziosità dell’abitacolo. ”Se avessi acquistato un’altra Mini – racconta il reporter di Autocar – avrebbe dovuto essere diversa dalla Cooper che è già nel mio garage. Un Moke sarebbe stata divertente ma non economico e nemmeno una ‘triste Mayfair’ degli Anni ’90. Quindi dovrei cercare più lontano per una Mini ‘diversa’, una versione che in realtà non sembrava una Mini”. Così attraverso un sito italiano di compravendita di auto usate, il giornalista è arrivato ad una splendida Innocenti Mini 90 SL del 1977.

La storia della Mini Innocenti non è sicuramente affascinante come quella di Alec Issigonis o di San Nicola, ma rappresenta comunque un importante momento nella evoluzione dell’industria automobilistica italiana. L’idea di sviluppare e produrre in totale autonomia viene alla Innocenti (che già costruiva su licenza a Lambrate, alle porte di Milano, le Mini inglesi) e nel 1968 parte la progettazione della Innocenti 750. Oltre che leggermente più grande, l’auto è decisamente più moderna nelle sospensioni, che sono a ruote indipendenti sia all’avantreno (del tipo Mc Pherson) sia al retrotreno con bracci tirati. Lo studio dello stile viene affidato a due carrozzieri di fama mondiale – Michelotti e Bertone – e ne vengono prodotti due prototipi. Il progetto viene però accantonato, sia per l’ipotesi di un rinnovo della licenza con gli inglesi, sia per le agitazioni di quegli anni, con il celebre ‘autunno caldo’.

Nel 1969 la famiglia Innocenti cede dell’azienda e la divisione Auto passa, dopo una lunga trattativa terminata nel 1972, agli inglesi di BLMC, diventando Innocenti Leyland Spa. E’ il presidente della nuova società Geoffrey Robinson, che aveva visto nel 1968 il prototipo proposto di Bertone, disegnato da grande Marcello Gandini, risprende il progetto unendo il nuovo stile alla meccanica della Mini 1000 già in produzione a Lambrate. Nel 1974 nascono così le Mini 90-120 che adottano le sospensioni a ruote indipendenti con elementi elastici in gomma (come il modello del 1959) unite però ad una novità importante i cerchi da 12 pollici, che migliorano i confort e permettono di adottare freni più grandi.  

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